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Rai Sport, il Cdr attacca Romagnoli: lascia macerie della sua incompetenza

Il direttore di Rai Sport, Gabriele Romagnoli, annuncia che il 1° agosto lascia Rai Sport. Il Cdr della testata prende la palla al balzo e invia alla redazione un comunicato al vetriolo. Eccolo:

Rai Sport sembra Beirut? Siamo d’accordo con Gabriele Romagnoli. Infatti, dopo il suo passaggio, a Rai Sport sono rimaste le macerie come a Beirut. Quelle lasciate dalla sua incompetenza, dalle sue scelte scellerate e dalla sua incapacità di comunicare e confrontarsi con la redazione.

Un Direttore che si è presentato con un “vaffa” (letterale!) a un collega e facendo lui stesso il countdown dei giorni di “supplizio” che avrebbe dovuto passare a Rai Sport (lautamente remunerato!). Un Direttore inserito nella lista di assunzioni avvenute con procedure  considerate irregolari dall’Anac e sfiduciato dalla redazione. Un Direttore che ha rotto i rapporti con quasi tutte le federazioni sportive eliminando dal palinsesto di Rai Sport tante discipline, ignorando così il ruolo del servizio pubblico e comprimendo sempre di più gli spazi tradizionali di lavoro della testata. Un Direttore che ha avallato e condiviso con il dg Orfeo la decisione fallimentare (contro la quale la redazione ha scioperato il 3 gennaio scorso) di non prendere, per la prima volta nella storia della Rai, i diritti dei Mondiali (quelli che hanno dato lustro a Mediaset, cioè alla concorrenza!) e che ha lasciato andare anche la F1, che avrebbe garantito, proprio come il Mondiale, ascolti sensazionali, nell’anno del rilancio annunciato della Ferrari.

Un Direttore che nonostante non avesse mai fatto televisione in vita sua è arrivato con la saccenza, l’arroganza e la presunzione del “colonizzatore” con la missione di portare la civiltà in una popolazione di barbari. Ma che si è dimostrato capace solo di proporre una linea editoriale bocciata dalla redazione e dalla critica. Un Direttore che ha concentrato gli incarichi su un gruppo molto ristretto di colleghi e ha quasi totalmente ignorato tutti gli altri, ai quali ha regalato due anni e mezzo di silenzi, umiliazioni e offese. Se ne va con il rammarico di “non essere riuscito a cambiare il linguaggio della narrazione sportiva, perché non è riuscito a cambiare gli interpreti”. Niente di più falso: gli interpreti li ha scelti lui e peraltro sono degli ottimi professionisti. Quindi i motivi del suo fallimento evidentemente sono altri. Non gli viene in mente che, molto più prosaicamente, lui stesso è a digiuno di linguaggio televisivo?

Un Direttore che se ne va in perfetto stile “Schettino”, perché il signor Romagnoli in realtà è da diversi mesi che si disinteressa della “rotta” di Rai Sport, che ha abbandonato dopo aver impostato le coordinate degli scogli. Solo per citare un esempio, la redazione calcio è senza un caporedattore da ben 4 mesi!

Un Direttore che ha agito nel totale disprezzo del contratto nazionale, che non ha quasi mai rispettato le regole (soprattutto in tema di relazioni sindacali) e che ha continuamente mistificato la verità e ha spesso dichiarato il falso: afferma che se ne va per mantenere fede a un gentlemen’s agreement? Non è vero! La Legge Renzi lo obbligava ad andarsene comunque entro 60 giorni dalla scadenza del mandato dell’ad (art. 3 comma 3).

Ciao Romagnoli, non ci mancherai.

Il Cdr e il fiduciario di Rai Sport

Tags:
rai sport
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