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Ravagnani, le domande di Diaco sulla sua sessualità accendono la polemica anche in Rai: nervosismo e malumori nella direzione daytime

Un’intervista legata al costume della tv è stata trasformata in un morboso interrogatorio sulla sfera più intima di un ospite. Il retroscena sulle possibili conseguenze

Ravagnani, le domande di Diaco sulla sua sessualità accendono la polemica anche in Rai: nervosismo e malumori nella direzione daytime
pierluigi diaco

Un’intervista promozionale legata al costume televisivo trasformata, nel giro di pochi minuti, in un serrato e morboso interrogatorio sulla sfera più intima e privata di un ospite. Il faccia a faccia andato in onda su Rai2 in un pomeriggio d’autunno durante la trasmissione BellaMa’ tra il conduttore Pierluigi Diaco e Alberto Ravagnani, ex sacerdote milanese e concorrente dello show di Rai1 Ballando con le Stelle, ha scatenato un vero e proprio terremoto mediatico, politico e aziendale.

Al centro della bufera ci sono il tono aggressivo e il pressing asfissiante esercitati dal conduttore sulla vita affettiva e sessuale dell’ex prete, un tempo celebre “don-star” dei social network. Se l’ospitata ha premiato la rete sul fronte degli ascolti – registrando un’impennata che ha toccato il 7,5% di share – le modalità della conduzione hanno spinto molti a chiedersi dove finisca il diritto di cronaca e dove inizi la violazione della dignità personale all’interno del servizio pubblico.

L’interrogatorio in diretta: «Sei attratto da uomini o donne?»

L’intervista forse doveva concentrarsi sul percorso di Ravagnani sulla pista da ballo di Milly Carlucci. Invece, Diaco ha puntato il mirino sulla vita privata del giovane. «Sei attratto dagli uomini o dalle donne?», ha domandato a bruciapelo il conduttore. Visibilmente a disagio, l’ex sacerdote ha risposto di preferire le donne, tentando di mantenere un tono sereno, ma Diaco ha rincarato la dose, insistendo nel chiedergli se dopo aver abbandonato l’abito avesse già consumato rapporti sessuali: «Hai il dovere di chiarirci un po’ le idee», ha affermato in studio. La replica dell’ospite ha evidenziato tutta la tensione del momento: «Mi stai mettendo in difficoltà, portandomi su un terreno dove chiunque qui sarebbe in difficoltà». Diaco ha ribattuto insistendo su presunte inclinazioni personali dell’ospite, provocando la ferma resistenza di Ravagnani, che ha rivendicato il sacrosanto diritto alla propria riservatezza: «Tu mi hai messo a disagio, mi stai giudicando».

La rivolta dei social e dei VIP

Nel giro di poche ore lo spezzone dell’intervista è diventato virale, scatenando una compatta ondata di indignazione. Giornalisti e personaggi dello spettacolo hanno duramente stigmatizzato il comportamento del conduttore. Selvaggia Lucarelli ha fortemente criticato l’intervista. Moltissimi utenti ed opinionisti hanno poi evidenziato un certo paradosso: Diaco, che in passato ha spesso fatto del “garbo” e del rifiuto delle etichette sessuali una propria bandiera televisiva, si è trasformato in diretta nel sostenitore di un outing forzato a tutti i costi. Finanche Fiorello ha commentato duramente l’accaduto definendo l’intervista “bruttissima” e ammettendo senza mezzi termini l’errore del collega.

La dura nota di Milly Carlucci e degli autori di “Ballando”

Il caso ha provocato un fortissimo subbuglio interno alle produzioni Rai. La conduttrice Milly Carlucci e gli autori di Ballando con le Stelle hanno deciso di scendere in campo ufficialmente in difesa del proprio concorrente, bloccando preventivamente l’invio di altri protagonisti dello show nel salotto di Rai2. Attraverso un comunicato stampa firmato congiuntamente “Milly e gli Autori” e diffuso pubblicamente via social, il gruppo di lavoro dello show del sabato sera ha preso nettamente le distanze dall’accaduto con parole inequivocabili:

«Ballando Con Le Stelle da sempre ha proposto al suo pubblico temi su cui riflettere, con l’intento di capire e includere aspetti di una società complessa e in continuo divenire. Ringraziamo Alberto Ravagnani per aver accettato l’invito a Ballando con le stelle e per condividere con noi la sua esperienza di vita. Siamo felici di continuare insieme un percorso umano e artistico nel profondo rispetto della persona. In merito ai noti fatti riteniamo inaccettabile quanto accaduto e rinnoviamo pubblicamente ad Alberto tutto il nostro affetto e la solidarietà, già ripetutamente espressa, da tutto il nostro gruppo di lavoro, in privato».

La polemica in Commissione di Vigilanza Rai

La vicenda è approdata anche in sede politica. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai hanno sollevato il caso chiedendo chiarimenti su come sia possibile che sul servizio pubblico vada in onda “un’aggressione verbale di tale portata” legata alla sfera intima delle persone. Sul fronte opposto, Federica Frangi, consigliera Rai in quota Fratelli d’Italia, ha invece difeso il conduttore: “Trovo francamente sproporzionate le polemiche contro Pierluigi Diaco. Un giornalista ha il diritto di porre domande scomode, dirette e provocatorie. L’intervistato ha, naturalmente, il diritto di non rispondere. Ma il diritto di non rispondere non può trasformarsi nel divieto di fare domande. Alberto Ravagnani ha scelto liberamente di raccontare in pubblico la propria storia personale e spirituale. È quindi legittimo che un’intervista provi ad approfondirne anche gli aspetti più intimi.

Si può discutere dei toni, non mettere sotto processo la libertà di interrogare. Chi segue BellaMa’ sa bene che Pierluigi Diaco conduce interviste mai banali, dirette e capaci di andare oltre la superficie. Un approccio che contribuisce all’identità del programma, che sta ottenendo buoni risultati di ascolto nella propria fascia oraria. Ed è proprio questa libertà di fare televisione, senza schemi precostituiti e senza timore di affrontare temi scomodi, che va tutelata. La Rai deve difendere il pluralismo, non alimentare il conformismo. Non si può accusarla quando i giornalisti non incalzano abbastanza la politica e poi contestarli quando pongono domande scomode. Basta doppiopesismo. La libertà di fare domande deve valere sempre, non soltanto quando fa comodo”.

La linea della Rai: silenzio in TV e nessuna sanzione, ma nervosismo e malumori diffusi all’interno della direzione day time

Di fronte al caos scatenato, Pierluigi Diaco ha preferito imboccare la via del silenzio. Nella puntata successiva di BellaMa’, il conduttore ha scelto di non commentare le polemiche, aprendo la diretta del pomeriggio senza fare il minimo accenno all’accaduto e proseguendo con la consueta scaletta del programma.

La linea aziendale che pare prevalere in queste ultime ore è quella di far passare la burrasca, orientandosi verso la scelta di non prendere alcun provvedimento disciplinare nei confronti di Pierluigi Diaco. Una strategia del contenimento che punta a spegnere i riflettori sul caso, mentre il pubblico continua a interrogarsi sui limiti deontologici e sul ruolo educativo della televisione di Stato.

Al netto di tutto questo, secondo quanto risulta ad Affaritaliani, si respira parecchio nervosismo dentro l’azienda radiotelevisiva pubblica e malumori diffusi nella direzione intrattenimento day time, struttura questa da cui dipende Bella ma’. Trasmissione questa ospitata da una rete come Rai2 che dovrebbe ricercare pubblico più giovane e che vive di un equivoco, visto che il 75% dei telespettatori del programma di Pierluigi Diaco sono over 65, target questo che dovrebbe “appartenere” alla prima rete della Rai.

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