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Si sbottona anche Jovane. E dà il benservito a de Bortoli

Si sbottona anche Jovane. E dà il benservito a de Bortoli
Ferruccio De Bortoli
Prima il silenzio di de Bortoli durante la convention annuale dei direttori di Rcs. Poi le parole di Jovane: “Le trasformazioni avvengono in tutti i giornali. Non si esclude mai nessuno”. L’addio del direttorissmo è sempre più vicino

Se non è una addio, poco ci manca. Il filo che tiene legato Ferruccio de Bortoli al Corriere della Sera è sempre più sfilacciato. Nulla di ufficiale, ma i segnali si fanno sempre più netti. Il primo, come riporta Dagospia, è arrivato durante la convention annuale dei direttori di Rcs. A differenza degli anni scorsi, né de Bortoli, né il direttore della Gazzetta, Andrea Monti, hanno tenuto alcun discorso. Paolo Mieli non era neppure presenze. Così come l’ex presidente del gruppo, Piergaetano Marchetti, che di recente non ha risparmiato critiche alla gestione Jovane. La rottura arriverà. La domanda non è se ma quando. A giudicare dalle ultima parole dell’amministratore delegato, la risposta è: presto, molto presto.  

De Bortoli resta alla guida del Corriere della Sera o se ne va? “Per come ha posto lei la domanda dovrebbe chiederlo prioprio al direttore De Bortoli”, ha affermato Jovane, intervistato da 2Next. “La materia dei direttori in Rcs in generale e’ una materia che dipende non solo dall’ad ma dall’intero consiglio di amministrazione che questo tema non l’ha affrontato – ha premesso il manager – ma in generale mi rendo conto che se si guarda a quello che sta succedendo negli ultimi 3-6 mesi, c’e’ un grande fermento ai vertici dei grandi quotidiani. Si parlava di Le Monde o del New York Times, ma anche a El Mundo, in cui il fondatore ha lasciato la redazione al suo numero due. Sta succedendo e avviene – ha aggiunto – forse questa e’ una fase storica in cui questo sta avvenendo con maggiore frequenza, ma e’ anche un po’ figlio della trasformazione”. Alla domanda se avverra’ anche al Corriere, Scott Jovane ha risposto: “Avviene in tutti i giornali quindi non si esclude mai nessuno”.

Quanto alle parole del direttore del Corriere secondo cui e’ ‘una barbarie prepensionare giornalisti 57enni’, Scott Jovane ha aggiunto che “non c’e’ dubbio che il Corriere sta vivendo una fase delicata nel senso dei prepensionamenti, ma e’ altrettanto vero che la sfida di un grande quotidiano passa per saper seminare tra le generazioni piu’ giovani. Noi dall’interno abbiamo una capacita’ interna ma dei giovani li porteremo anche a bordo. Guardando a come questo mestiere sta cambiando dobbiamo immaginare di introdurre l’elemento della tecnologia, le parole non bastano piu’ senza la tecnologia, ad esempio saper andare in video oltre che scrivere. Siamo una squadra molto forte, stiamo lavorando ad un piano industriale da due anni che e’ anche di crescita”, ha concluso.