Report, ecco perché è un programma che non potrà mai andare in onda altrove, sicuramente non sulle tv commerciali. Analisi
Finisce a taralucci e vino come nelle migliori favole italiane. Contenta la redazione di Report, contento Ranucci, contenta la Rai che così cerca di evitare danni futuri. Claudia Di Pasquale, classe 1977 storica inviata di Report, scelta all’epoca da Milena Gabanelli sarà la co-conduttrice del programma insieme a Daniele Piervincenzi. Oppure se preferite i due saranno i lanciatori non del giavellotto, ma delle inchieste, tutto qui. Una voce fuori campo avrebbe fatto il medesimo servizio. Ma se Piervincenzi è la vera scelta della Rai, la Di Pasquale appare (eufemismo) più come una scelta della redazione di Report che infatti in coro ha detto che quella che era la miglior scelta possibile, bocciando la prima scelta della Rai: Giulia Presutti.
“La più degna rappresentante dello spirito e del Dna di Report i cui servizi hanno scritto la storia del programma”. Così ha commentato in coro la redazione della popolare trasmissione. “Ho scelto di accettare solo perché tutta la squadra di Report mi ha chiesto di dire di sì”, ha detto la nuova co-conduttrice del programma, confermando che la sua scelta nella realtà dei fatti l’ha fatta la redazione.
Anche Ranucci ha commentato con grande soddisfazione la scelta della De Pasquale: “Sono felicissimo per la scelta di Claudia, perché è una grandissima professionista, rigorosa, tosta e indipendente. Sarebbe stata una delle mie scelte preferite in una normale dialettica aziendale se Corsini me l’avesse chiesto”. Insomma tutti felici e contenti, all’apparenza. Intanto il Fatto quotidiano riferisce di una premier irritata per come è stato gestito il caso che avrebbe detto: togliendo Ranucci dal programma se n’è fatto un martire, scrive il giornale di Marco Travaglio.
Nella realtà delle cose Report sembra apparire ormai come un corpo estraneo alla Rai, dato in auto gestione alla sua redazione, per un programma che non potrà mai andare in onda altrove, sicuramente non sulle tv commerciali. Vi immaginate un’inchiesta critica su di un importante inserzionista pubblicitario pronto a vendere lucrosi spazi a quell’azienda che lo manda in onda?
Comunque alla fine della fiera, all’interno della Rai qualcuno avrà pensato: Se per vincere la guerra dobbiamo cedere un territorio, forse tutto sommato va bene cosi. Intanto fa un po’ ridere questa ansia sui conduttori, quando sono i capi autori quelli che effettivamente muovono la macchina, ovvero Bernardo Iovene e Giulio Valesini. Saranno loro a scegliere temi e inchieste, insieme alla redazione, della prossima serie di Report in onda da novembre la domenica sera su Rai3 e da li, sua maestà lo share (ovvero il pubblico, con la conseguente vendita degli spazi pubblicitari, assai golosi a Rai Pubblicità) deciderà chi ha avuto veramente ragione. O forse in Rai lo share non conta tanto c’è il canone nella bolletta dell’elettricità?


