Su Netflix è uscita la docuserie sul naufragio della Costa Concordia, la tragedia del 13 gennaio 2012, all’isola del Giglio, costata la vita a 32 persone. “Costa Concordia: Incubo in mare”, questo il titolo eloquente di questo documentario con audio e video originali che sta già scalando le classifiche nella piattaforma streaming. L’obiettivo è quello di fare luce sugli aspetti più controversi e drammatici di quella notte. Non è solo una ricostruzione dei fatti come potrebbe fare un giornalista, ma è un vero e proprio viaggio dentro il disastro e dentro i ricordi di chi l’ha vissuto. La cosa che rende questo documentario di Netflix veramente forte è il materiale che hanno utilizzato.
La storia viene raccontata attraverso i video girati dai passeggeri con i loro telefonini. Questi video sono spesso confusi e bui, ma riescono a far capire esattamente il panico e la incredulità che c’era sulla nave mentre cominciava a inclinarsi. Tuttavia, il documentario non si concentra esclusivamente sulla condotta del comandante Francesco Schettino – condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione -, ma scava su qualcosa di ben più profondo e radicato. Quelle manovre azzardate – riporta Il Messaggero – erano infatti tollerate all’interno del settore come una sorta di consuetudine, allargando così a macchia d’olio la responsabilità del disastro a una pratica industriale scorretta che va ben oltre le scelte del singolo uomo al comando.

