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"Il giornale scavalca la redazione": sciopero delle firme a La Repubblica

Oggi La Repubblica è più vuoto. Osservando la pagina manca qualcosa: sono le firme dei giornalisti, che così protestano contro le scelte del gruppo Espresso. In prima pagina la spigazione è stringata: niente firme "Per un’agitazione decisa dal Comitato di redazione i giornalisti di Repubblica si astengono dalla firma".

I giornalisti approfondisconod al questione con un comunicato pubblicato nelle pagine interne:

"L’asssemblea di redazione e il Cdr uscente di Repubblica, dopo aver appreso della richiesta da parte dell’azienda di trasferire al tavolo nazionale la trattativa in corso sullo stato di crisi, hanno deciso di far partire da oggi lo sciopero delle firme dei giornalisti, chiedendo l’adesione anche ai collaboratori, così come approvato con la mozione dello scorso 20 settembre 2013. Per i periodici già in stampa lo sciopero delle firme partirà dal prossimo numero. L’assemblea di redazione e il Cdr uscente, esprimendo solidarietà ai poligrafici impegnati in una difficile vertenza, hanno inviato una lettera alla Fnsi, e per conoscenza all’azienda e alla direzione, che riportiamo qui di seguito. L’assemblea dei giornalisti di Repubblica e il Cdr uscente condannano la decisione del gruppo editoriale L’Espresso di avanzare alla Fieg (e attraverso essa alla Fnsi) la richiesta di un incontro nazionale urgente che si configura come un tentativo di scavalcare la contrattazione interna in corso. L’assemblea e il Cdr segnalano alla Fnsi e all’Associazione Stampa Romana la non veridicità della ricostruzione dell’azienda, segnatamente nella parte in cui si afferma: «Malgrado l’esito del primo referendum e l’accordo di cui sopra il Cdr ha ritenuto di dover procedere nuovamente ad un dibattito assembleare che nelle intenzioni doveva essere preliminare a un secondo referendum di ratifica dell’accordo. Nel corso di tale dibattito, nonostante quanto approvato nel precedente referendum, l’accordo è stato respinto». L’assemblea e il Cdr precisano che nessun accordo è stato respinto, ma una “bozza di accordo”, come da tutte le documentazioni precedenti, è stata sottoposta a richiesta di emendamento in uno specifico punto. Precisano altresì che nessuna assemblea è stata convocata “malgrado” gli accordi in corso, in quanto come è ovvio il responso finale sulla trattativa con l’azienda viene costruito attraverso una procedura interna alla redazione, con un referendum conclusivo, che nessun editore può arrogarsi il diritto di mettere sotto tutela o anche semplicemente interpretare. L’assemblea e il Cdr uscente fanno altresì notare il grottesco – per usare un eufemismo – particolare per cui la lettera dell’azienda, che fa riferimento a una assemblea di redazione che ha avuto luogo il 13 gennaio, rechi nell’intestazione, rivelando nei firmatari singolari capacità medianiche, la data del 10 gennaio. Nel segnalare alla Fnsi e all’Associazione Stampa Romana la scorrettezza di questa irricevibile forzatura aziendale e nel chiedere loro il rifiuto di questa ipotesi, comunichiamo l’avvio delle procedure interne per il rinnovo del Comitato di Redazione".

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scioperoeditoriala repubblica
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