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Premio Internazionale di Giornalismo, Simona Agnes ai giovani: "Non mollare mai"

Sono stati annunciati a Roma i 12 vincitori della VII edizione del Premio Internazionale di Giornalismo "Biagio Agnes". La premiazione avverrà a Capri dal 19 al 21 giugno. Affaritaliani.it ha incontrato Simona Agnes, figlia di Biagio e presidente del premio.

Come nasce il premio Biagio Agnes?
Il premio è nato tanti anni fa, quando era ancora in vita papà. E' un premio internazionale di giornalismo, abbastanza itinerante, perché è nato ad Amalfi e Ravello e adesso si è spostato da qualche anno a Capri. E' alla sua settima edizione e la giuria è presieduta da Gianni Letta, mentre io sono presidente del premio da quando è mancato papà. La giuria è composta di giornalisti illustri del panorama italiano, da Giulio Anselmi ad Alessandro Barbano, da Maurizio Belpietro a Roberto Napoletano.
Devo dire che tutta la giuria è stata particolarmente attiva, ho visto tanto entusiasmo e interesse da parte dei giurati e sono stati designati dei giornalisti che hanno una loro storia, un loro perché, sia nel panorama nazionale che in quello internazionale.

Un riconoscimento a cui sei legata particolarmente?
Una fra tutti è Alessandra Galloni, responsabile dei contenuti per il Sud Europa per Thomson Reuters, a cui è andato il "premio internazionale". Sono felice non solo perché è una giornalista di rilievo, ma anche perché è una donna. Purtroppo ogni anno le donne sono in minoranza e dobbiamo ricordarci che ci sono tante brave donne giornaliste. Altra grande soddisfazione viene dal premio alla carriera, che è andato a Jas Gawronski, votato all'unanimità dalla giuria. Mi fa particolarmente piacere perché mio padre aveva una grande considerazione di Gawronski e avevano lavorato insieme ai tempi della Rai e quando lui è stato inviato da Mosca.

Tra i vari premi c'è anche un riconoscimento per i giovani
Quest'anno abbiamo premiato Nathania Zevi, che ha compiuto da poco 30 anni ed è una giornalista di Agorà. Tutti hanno parlato molto bene di lei e, a differenza di altre volte, tutti i componenti della giuria conoscevano il suo lavoro nonostante l'età. Per quanto riguarda i giovani giornalisti noi siamo particolarmente focalizzati perché lo era mio padre, per questo premiamo con due borse di studio della Fondazione Biagio Agnes i primi due studenti della graduatoria della scuola di giornalismo della Luiss di Roma e dell'Università Cattolica di Milano.

Il premio Biagio Agnes abbraccia tutti i vari ambiti dell'informazione, come mai questa scelta?
Perchè mio padre aveva valutato bene tutte le varie sfaccettature alle quali porre attenzione. Sono particolarmente orgogliosa della categoria "giornalista scrittore" che è andata quest'anno ad Aldo Cazzullo che ha scritto "La guerra dei nostri nonni" e che parla di suo nonno che ha fatto la prima guerra mondiale. Tra questi c'era anche mio nonno e mi ha fatto piacere proporre questo libro perché è ricco di aneddoti e particolari con testimonianze di persone che purtroppo hanno vissuto quella guerra. E devo dire che anche lui, Cazzullo, ha avuto molto successo quando è stato presentato alla giuria.

Come giudichi il panorama dell'informazione in Italia?
La criticità del giornalismo interessa sia il panorama italiano che quello internazionale, soprattutto per quanto riguarda la carta stampata. Quando abbiamo premiato il Messaggero abbiamo premiato proprio un giornale che sta cercando e sta riuscendo a mantenere forte, con tutti gli sforzi possibili e immaginabili, la distribuzione e le vendite.

Ai giovani che vogliono fare i giornalisti che cosa consiglieresti?
Mi ricordo come rispondeva mio padre quando gli ponevano questa domanda, lui che dava ai ragazzi una grandissima forza e un grande supporto ai giovani. Quando decise di diventare direttore della scuola di giornalismo di Salerno lo fece proprio per dare un input e mettersi vicino ai ragazzi che volevano intraprendere questa strada. Lui diceva di non mollare mai, di andare avanti. L'anno scorso, ad esempio, abbiamo premiato Ferdinando Giugliano, un ragazzo giovane che con la sua testimonianza di giornalista professionista che ha lavorato all'estero ha dato la testimonianza di chi con la forza e la determinazione riesce ad arrivare. Purtroppo in questo caso andando via dall'Italia.

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