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Addio code e ingorghi: nel prossimo futuro l'automobile si connetterà al cellulare e alla cloud per comunicare i comportamenti del suo conducente, così da consentire alle centrali operative cittadine di regolare in maniera "intelligente" i flussi di traffico. In questa direzione va il progetto pilota di "smarter traffic" realizzato da IBM e NXP Semiconductors condotto nella città olandese di Eindhoven, di cui sono stati comunicati i primi risultati. La sperimentazione dimostra come i veicoli connessi condividono automaticamente i dati di frenata, accelerazione e posizione, che vengono poi analizzati dall’autorità centrale del traffico per individuare e risolvere i problemi della rete stradale.

La sperimentazione ha dimostrato con successo la possibilità, per le autorità locali preposte al traffico, di analizzare informazioni anonime provenienti dai veicoli, con l’obiettivo di risolvere più rapidamente i problemi della rete stradale, ridurre gli ingorghi e migliorare il flusso del traffico”, spiega Ab Oosting, responsabile di progetto dell’Unione europea per la regione collaborativa di Eindhoven SRE; “Ricevendo le informazioni in tempo reale, le autorità stradali possono utilizzare le tecnologie mobili per attivare immediatamente le squadre di pronto intervento e i diversi operatori per risolvere i problemi. Il personale dei centri di controllo può così rispondere sollecitamente e gestire i flussi del traffico in caso di incidenti o situazioni di pericolo”.



Affari Italiani - Eindhoven, la soluzione hi-tech contro il traffico impazzito on MUZU.TV.

La città-regione di Eindhoven (SRE) è situata al centro di diverse vie di comunicazione internazionali, pertanto incidenti relativamente limitati possono avere importanti conseguenze per il sistema nel suo complesso. Nel 2011, nell’Unione europea circa 30mila persone hanno perso la vita in conseguenza di incidenti stradali. La Commissione europea ha adottato di recente un ambizioso programma di sicurezza stradale, che punta a ridurre del 50% le morti per incidenti stradali in Europa tra il 2011 e il 2020.

Con una maggiore connettività, le automobili di oggi generano una grande quantità di dati utilizzabili per migliorare l’esperienza di guida e migliorare al contempo le condizioni del traffico e la sicurezza stradale. Ad esempio, con IBM MobileFirst, che unisce in sé la potenza delle tecnologie di mobile computing e cloud computing, gli stessi sensori che avvisano gli automobilisti della pressione insufficiente degli pneumatici o di un fanale rotto possono anche fornire automaticamente una comprensione dei comportamenti del traffico.

Durante la sperimentazione, IBM, NXP e i suoi partner hanno dotato le 200 vetture partecipanti di un dispositivo contenente il chip di NXP “ATOP”, che raccoglie i dati di rilievo dal sistema di comunicazione centrale del veicolo (CAN-bus). I dati più significativi rilevati dai sensori – indicatori di buche o gelo sulle strade – sono stati raccolti nel veicolo e trasmessi all’IBM Smarter Traffic Center in cloud.

Grazie alla potenza della business analytics IBM, i dati grezzi provenienti dai veicoli hanno evidenziato 48mila eventi nell’arco di sei mesi, sulla base di 1,8 miliardi di segnali dei sensori. Gli eventi comprendevano pioggia forte, punti critici, accensione delle luci di emergenza o nebbia. I dati eterogeneii provenienti da migliaia di sensori sono stati gestiti e analizzati attraverso il servizio IBM SmartCloud Enterprise, consentendo la gestione dinamica della capacità di calcolo necessaria, che può variare enormemente a seconda che si tratti di un periodo di traffico di punta o del verificarsi di un evento inatteso.

Queste informazioni consentono ai funzionari di controllo del traffico di intervenire in tempo quasi reale in caso di condizioni stradali pericolose, incidenti o aumento della densità del traffico. Inoltre, gli automobilisti nelle vicinanze vengono informati dell’evento particolare, tramite smart phone o dispositivo di navigazione incorporato.

Ad esempio, si raccomanda a un automobilista di ridurre la velocità sulla base delle condizioni meteorologiche o stradali del momento, tramite un’applicazione mobile, un sistema di navigazione a bordo del veicolo o un dispositivo mobile, oppure si individua la posizione del mezzo di assistenza stradale più vicino. Questi aspetti sono stati testati con successo nella sperimentazione. In futuro, un centro di controllo del traffico potrebbe fornire a un automobilista informazioni più personalizzate su deviazioni, itinerari e traffico per evitare gli ingorghi.

Il progetto pilota è una delle diverse iniziative avviate dal SRE per migliorare la mobilità nella regione. In una precedente sperimentazione della durata di sei mesi, condotta dalla città, da IBM e NXP, è stata utilizzata con successo una tecnologia avanzata per i pedaggi stradali per incentivare gli automobilisti a modificare il proprio comportamento di guida, ridurre la congestione stradale e contribuire a proteggere l’ambiente. Di fronte agli incentivi giusti, il 70% degli automobilisti ha cambiato il proprio comportamento evitando i viaggi nelle ore di punta, dimostrando che i sistemi di pedaggio stradale possono avere un effetto positivo sulle abitudini di guida e contribuire ad alleggerire il traffico.

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