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Medicina
Cancro al cervello, ricercatore italiano realizza un farmaco

Possibile svolta per la "cura" del cancro al cervello. A regalare un po' di speranza è il lavoro del ricercatore italiano Antonio Iavarone, autore della mappa genetica più completa mai realizzata per il glioblastoma. Grazie alla collaborazione della moglie Anna Lasorella, anche lei ricercatrice presso la Columbia University di New York, il prof. Iavarone ha pubblicato su Cancer Clinical Research i primi dati clinici relativi al trattamento con un farmaco che ha come target una delle due proteine coinvolte in un particolare assetto del Dna – la fusione dei geni Fgfr e Tacc – presente nel 3 per cento circa dei malati di glioblastoma. La strada da compiere è ancora lunga, avverte Iavarone.

"Il farmaco utilizzato fa parte di una famiglia di composti nuovi, entrati da 2 anni nei test clinici per altre malattie. Anche i nostri 2 pazienti non facevano parte di una sperimentazione specificamente concepita per il glioblastoma - ricorda - ma siamo riusciti a inserirli in un trial su altri tumori in corso all'Istituto Gustave Roussy di Parigi". Il problema infatti è nei numeri, che per ora non producono una 'massa critica' di quelle più tipicamente in grado di attrarre Big Pharma. "Al momento - tiene a puntualizzare il ricercatore - abbiamo la capacità di bersagliare una mutazione presente in 3 pazienti su 100, anche se ovviamente contiamo di andare oltre. Ma stiamo anche parlando di una malattia contro la quale finora nessuna terapia ha mai funzionato. Ciò di cui abbiamo bisogno è di aprire la via e per la prima volta lo stiamo facendo". Di questi farmaci c'è ancora molto da capire. "Per esempio qual è dosaggio giusto, se hanno capacità di raggiungere cervello, se magari generano resistenza dopo un periodo di successo", elenca Iavarone. Tutte informazioni che lo scienziato conta di cominciare a ottenere grazie al primo trial clinico al mondo disegnato per valutare queste molecole nei malati di glioblastoma. "Lo studio dovrebbe partire a giugno - annuncia Iavarone - riguarderà un altro composto Fgfr-inibitore che pensiamo possa avere la stessa efficacia dimostrata da quello utilizzato sui 2 pazienti protagonisti della nuova pubblicazione, e coinvolgerà più centri in vari Paesi del mondo compresa l'Italia". Per la Penisola dovrebbero partecipare "l'Istituto neurologico Besta di Milano, l'Istituto tumori Regina Elena di Roma e l'ospedale Molinette-Città della salute e della scienza di Torino". Il 'papà' dei geni del glioblastoma ci crede: una 'pallottola magica' contro il glioma, "un Glivec per il cancro al cervello, è un obiettivo perseguibile".

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cancrocervellofarmacoantonio iavarone
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