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Cervello: cosa cambia tra mancini e destrorsi tra funzioni, linguaggio e connessioni

Nei destrimani, il linguaggio è localizzato nell’emisfero sinistro, circa il 95% dei casi. Nei mancini la distribuzione è diversa. Il 70% circa è ubicata nell’emisfero sinistro

Cervello: cosa cambia tra mancini e destrorsi tra funzioni, linguaggio e connessioni
Prof. Dino Bramanti

Un cervello che non ti aspetti. Competizione e confronto tra mancini e destrorsi. Espressione verbale e comprensione delle parole. Il ruolo delle connessioni cerebrali

Esaminare le differenze della fisiologia, vale a dire del funzionamento normalmente espresso e dell’aspetto anatomico del cervello non è semplice. Si tratta di un percorso irto di spine e di trabocchetti che bisogna considerare anticipatamente. Valutando le potenziali ricadute, potrebbe essere utile nella vita di tutti i giorni conoscere la normale attività.

Ne varrebbe la pena. Cominciamo col dire che il cervello è in realtà composto da due cervelli, i due emisferi, uno di destra e l’altro di sinistra, collegati in maniera stabile dal corpo calloso, così da poter essere un tutt’uno. Sebbene simili, hanno delle specializzazioni che li caratterizza. Il sinistro gestisce prevalentemente la logica, il linguaggio e le analisi, non quelle del sangue ovviamente. Il destro si occupa di creatività, intuizione e visione spaziale. Aldilà di queste peculiari funzioni, vanno sempre in perfetto accordo così da essere sincronizzati in ogni momento, giorno e notte.

L’emisfero sinistro elabora il linguaggio strutturato, la grammatica e la sintassi, il pensiero razionale analitico e sequenziale. Da qui si comprende che la matematica e le regole tecniche più complesse e articolate sono incluse. A lui spetta il controllo e il comando della parte destra del corpo, nel caso fosse operativo in un soggetto destrorso. Su questa importante precisazione torneremo. All’emisfero destro spettano la creatività e le emozioni, l’intuizione e l’elaborazione emotiva. Si occupa di informazioni visive, del riconoscimento dei volti e delle persone, e coglie in maniera precisa la percezione ed il posizionamento spaziale. Anche in questo caso, l’emisfero di destra ha in carico la metà del corpo, dalla testa al piede, di sinistra.

Precisiamo anche in questo caso che la distribuzione cioè l’area cerebrale dove è collocato il movimento e la sensibilità definita sensitivo motoria, ricade nella metà del corpo controlaterale, se si riferisce a soggetti destrimani. Il corpo calloso invece è una connessione robusta tra le due parti emisferiche che lascia passare da una parte all’altra le fibre di connessione funzionali in entrambe le direzioni. Le ultime e più avanzate ricerche vanno ad indicare una maggiore distribuzione e coinvolgimento di parti neuronali e di connessioni aldilà delle conoscenze superando le evidenze di alcuni anni addietro. In altre parole funzionano tutti e due gli emisferi contemporaneamente con percentuali però differenti.

I misteri della nostra cabina di comando non finiscono qui. Per tornare in premessa è utile fermarsi a queste semplici informazioni, piuttosto che complicare l’intricata rete di interconnessione. Cominciamo con il confronto tra mancini e destrorsi. Quasi tutti usiamo la parte destra del corpo, dall’arto superiore a quello inferiore. Dal calciatore al pittore si vede che questa percentuale tocca nettamente il 90% della popolazione.

I mancini sia pur limitati i termini percentuali, sono stabili numericamente nel tempo e si caratterizzano per un maggior controllo dell’ansia da prestazione e da comportamento più stabile e contenuto. I destrorsi sono avvantaggiati nella cooperazione in gruppo. I mancini invece nel confronto uno a uno sono maggiormente competitivi. Da questo preambolo si intuisce che tra i due, la differenza principale non è quanto è diverso il cervello, ma come è organizzato.

Nei destrimani, il linguaggio è localizzato nell’emisfero sinistro, circa il 95% dei casi. Nei mancini la distribuzione è diversa. Il 70% circa è ubicata nell’emisfero sinistro, il 15% nell’emisfero destro ed un altro 15% è distribuito in entrambi in termini di patologia. Quindi i destrorsi hanno una sede più concentrata ed i mancini più diffusa. Anche il corpo calloso presenta un piccolo incremento nei mancini che così potrebbero usufruire di una maggiore integrazione tra i due emisferi. Adesso entriamo nel difficile, la distribuzione delle funzioni più specializzate ed importanti che ricadono nelle aree già citate. Esaminiamo non a caso il linguaggio, che rappresenta per l’uomo la base dello scambio di informazioni e senza le quali si profila l’isolamento.

La cosiddetta Area di Broca, interessa il lobo frontale sinistro ed è espressione del “linguaggio parlato”. Perché esiste anche un altro tipo di linguaggio che vedremo successivamente. La lesione in questa area produce afasia non fluente, vale a dire incapacità o forte difficoltà a parlare correttamente. Un eloquio scarso, non più di 30 – 40 parole al minuto, faticoso, telegrafico con preservata comprensione del significato. Si notano inoltre frasi brevi, agrammatismo e frustrazione. Di solito associata a paralisi o paresi del lato destro.

L’Area di Wernicke, invece, interessa il lobo temporale sinistro e la sua funzione è la comprensione del linguaggio, delle parole, dei concetti espressi. La lesione, in quella sede, produce afasia fluente. Si tratta in termini più semplici di un disturbo del linguaggio caratterizzato da una grave incapacità a ripetere parole o frasi, nonostante una preservata comprensione e un eloquio normale ma con errori nella emissione delle parole. E ancora difficoltà a trovare le parole, soprattutto nella denominazione degli oggetti. La lettura ad alta voce è compromessa spesso alterata. Mentre a voce bassa o silenziosa può essere normale. Una normale valutazione neuropsicologica e logopedica, una volta acquisita la diagnosi della patologia, può avviare il recupero e la riabilitazione.

La connessione tra le due distinte funzioni, l’area Broca e Wernicke, è consentita dal fascicolo arcuato. In questo caso la lesione produce afasia di conduzione, cioè la possibilità di ripetere, parole, espressioni o frasi. In questa condizione critica, i mancini mostrano spesso maggiore plasticità cerebrale e quindi una chance di recupero migliore rispetto ai destrimani. Un’altra considerazione questa volta non tecnica andrebbe affrontata. Come si spiega questo 10% dei mancini? E perché questo numero è rimasto stabile nel tempo?

Se fosse stato uno svantaggio sarebbe sparito. Al contrario se fosse stato un vantaggio saremmo tutti mancini. Il mondo è costruito in funzione dei destrorsi. Quindi la natura mantiene un suo equilibrio. In conclusione esiste una competizione tra i due emisferi? No. Dovendo, fare una considerazione finale, non è importante essere destrorsi o mancini, conviene avere un cervello che funziona bene. Non esiste una condizione più vantaggiosa. Chi usa normalmente il lato destro del corpo, presenta una maggiore specializzazione funzionale, mentre quel 10% dell’emisoma di sinistra, una maggiore variabilità e plasticità. Le due condizioni rappresentano strategie diverse di organizzazione cerebrale, entrambe efficaci.