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Medicina
Coronavirus, Garattini: "Vaccino a fine anno, farmaco entro maggio"

Il vaccino che rende immuni al virus Sars-Cov-2 da scommessa potrebbe diventare realtà: "ad oggi nel mondo ci sono una cinquantina di gruppi che vi stanno lavorando e per 4-5 proposte si è già alle prime sperimentazioni sull’uomo per cui si può dire che la ricerca è avanti nella messa a punto di un vaccino che deve essere sicuro, attivo, efficace e dagli effetti di lunga durata. Se non dovessero sorgere ostacoli, ad esempio la tossicità, potrebbe essere disponibile a fine anno.

E’ la previsione del celebre scienziato e farmacologo Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche, Mario Negri, per il quale, “prima di dire se il vaccino dovrà essere obbligatorio o meno, lo dobbiamo avere. Una volta trovato, ci dovrà essere un accordo tra i Governi per renderlo, con una licenza obbligatoria ad hoc, fruibile a tutti: la casa farmaceutica del paese x che arriva prima a produrlo deve dare la possibilità di produrlo anche a case farmaceutiche di altri paesi, cosicché ce ne sia per tutti”.

Sul versante del o dei farmaci anti-covid19, il 92enne farmacologo, uno dei massimi esperti internazionali in tema di sperimentazione e di ricerca di nuovi farmaci, ci va con una certa cautela: "ci sono ipotesi e studi in corso in tutto il mondo che riguardano antinfiammatori, antivirali, anticoagulanti (come l’idrossiclorochina, il tocilizumab, il remdesivir, l’eparina, ndr) noti e usati per altre patologie, e studi che possono approdare a farmaci del tutto nuovi. Se si tratta di un farmaco già in commercio, i tempi saranno più brevi, se si tratta di farmaci del tutto nuovi, ci vorrà più tempo, perché dovranno passare per varie fasi di sperimentazione".

La cautela dello scienziato sulla delicatissima materia, è abbinata ad un certo rigore e dose di ottimismo: "si può ipotizzare che sul farmaco per il Covid19 – sottolinea - che sia sicuro, efficace, non tossico, e che abbia dimostrato un buon rapporto benefici-rischi, si può ipotizzare che qualche risultato preliminare possiamo averlo entro maggio".

Ma cosa ci insegna questa dolorosissima e cruenta pandemia? "Primo, che la ricerca scientifica deve far parte della cultura di un paese e quindi va adeguatamente sostenuta e messa in condizioni di lavorare bene. Secondo, che in un’epoca di globalizzazione, di libera circolazione nel mondo, bisogna prestare molta attenzione sulla possibile diffusione di virus e batteri, esser preparati, adottando tutte le misure necessarie per fronteggiare un fenomeno come l’attuale che è del tutto possibile che possa ripetersi in futuro".

E terzo insegnamento, l’inquinamento atmosferico, le polveri sottili (Pm10, Pm2,5), per quanto possono aver inciso sulla diffusione del virus: “sappiamo da tempo che le polveri sottili danneggiamo i polmoni che si sono trovati più vulnerabili al virus: non è poi un caso che in questi mesi con lo smog che è diminuito, l’aria è ritornata più pulita”. Ergo: una più stringente e cogente tutela dell’ambiente!

Per i prossimi mesi con l’estate e il caldo in arrivo cosa ci dobbiamo aspettare? "Detto che a decidere come e quando la fase due sarà avviata, sono altri, ossia le Autorità preposte, non dobbiamo aspettare molto. Lo stesso dicasi per l’estate e il caldo: non sappiamo se, come e quanto l’estate e il caldo possono influenzare la vita del virus, per cui non ci resta che aspettare e vedere. In ogni caso, si dovrà avere la massima attenzione e la massima accortezza perché non siamo in una situazione di normalità: quindi distanziamento sociale, norme di igiene, dispositivi di prevenzione".

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