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Medicina
Coronavirus, tra i sintomi ‘crisi di ossigeno e respiri raddoppiati'
(fonte Lapresse)

Tutti sanno ormai che tra i sintomi principali con cui si manifesta il coronavirus vi sono febbre alta, tosse secca e difficoltà respiratorie. Queste ultime si possono presentare con crisi di ossigeno. “I pazienti arrivano con una febbre che non scende, lastre bruttissime, ansimano come se avessero corso” ha spiegato un infermiere del Sacco di Milano.

Coronavirus, tra i sintomi la “crisi di ossigeno”

“Se il Covid-19 entrasse profondo su Milano, sarebbe come un Boeing-747 che si schianta davanti al pronto soccorso. Non ce la faremmo” ha rivelato un infermiere del Sacco di Milano in un’intervista al Corriere della Sera. “Servirà ancora una settimana per sapere che quel crash non ci sarà”.

“Affrontiamo il Covid con i protocolli Ebola, un virus con una mortalità devastante. Tutto questo per ora ci sta salvando la pelle” ha spiegato l’infermiere. “In pronto soccorso “reggiamo” 8-9 caschi, più le mascherine. Hanno creato due aree d’emergenza, anche in astanteria. Ad ogni bocchettone d’ossigeno è attaccato qualcuno. Abbiamo anche i meccanismi per sdoppiare i flussi e assistere due pazienti. Ma la quantità totale d’ossigeno dell’impianto resta quella. Per ora stiamo reggendo”.

La situazione negli ospedali lombardi è molto difficile da sostenere. Medici e infermieri sono costretti a turni lunghissimi. Combattono ogni giorno per salvare il maggior numero di vite possibili, ma, se i contagi dovessero aumentare, la situazione potrebbe diventare insostenibile.

Coronavirus: “Tanti pazienti con crisi d’ossigeno”

“Qualche settimana fa molti arrivavano con sintomi lievi, o medi, comunque senza impegno respiratorio” ha spiegato l’infermiere. “Oggi sono un po’ meno, ma l’età media s’è abbassata, intorno ai 55/60 anni, anche ragazzi di 30 anni. Quasi tutti hanno bisogno immediato di ossigeno. Febbre che non scende sotto i 38. Lastre bruttissime. In pronto soccorso vedi ovunque persone con cannule, mascherine, caschi”.

Coronavirus: ‘I pazienti arrivano già gravi in ospedale’

“Tutto il sistema sanitario sta dicendo ai malati di restare a casa isolati il più possibile. A volte va bene, ma le persone non si rendono conto di quanto avanza la malattia” ha proseguito l’infermiere del Sacco. “Entrano in pronto soccorso con l’ossigeno nel sangue a 90, basso da far spavento. Quaranta atti respiratori al minuto, oltre il doppio del normale: hanno fatto quattro passi e ansimano come se avessero corso. Compensano fino alla fine con i polmoni quasi compromessi. Su 20/25 pazienti che entrano in un turno di 7 ore, almeno 3 o 4, ancor prima di fare il tampone, hanno già bisogno del casco, massimo livello di ossigeno prima dell’intubazione”.

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