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Medicina
Farmaci, Aifa: Vercyte arriva da Francia. FARMACI SALVAVITA, svolta medicina

Farmaci Salvavita, AIFA: il Vercyte può essere importato dalla Francia


Farmaci salvavita, svolta Aifa: il Vercite torna a un anno dalla scomparsa nelle farmacie italiane. Il Vercyte può essere importato dalla Francia dove è stato registrato e reso disponibile il Vercyte 25 mg 30 compresse, della ditta Delbert.


Farmaci Salvavita, AIFA: il Vercyte? Chiedere al medico ematologo


AIFA spiega che i pazienti possono richiedere al medico ematologo la compilazione del modulo per la richiesta di autorizzazione a importare dall’estero il farmaco carente.


Farmaci Salvavita, AIFA: Vercyte, i dubbi di Federconsumatori


Federconsumatori sottolinea che dalla scomparsa del Vercite, i pazienti sono stati costretti a intraprendere il percorso di prova per una differente terapia: scelta che ha comportato disagi personali e un aggravio dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale, necessari per i più frequenti controlli sia in termini di efficacia che di tollerabilità del farmaco sostituito. Viene denunciata la scomparsa del Vercyte con le conseguenti difficoltà per i pazienti da oltre un anno: da lì in poi inviato anche una lettera ufficiale per sollecitare un tempestivo intervento del Ministero, a cui però non è mai stata data una risposta.


Farmaci Salvavita, AIFA: le domande di Federconsumatori sul caso Vercyte?


Federconsumatori considera la vicenda circondata da elementi poco chiari: perché l’AIFA ha impiegato un anno a dare una risposta tanto ovvia? Perché non è stata data prima la possibilità ai pazienti di ricorrere all’importazione di tale medicinale salvavita senza essere costretti a cambiare terapia, con i relativi rischi?

L’associazione ha inviato una nuova lettera all’AIFA nel mese di giugno 2016, chiedendo conto del perché non si siano trovate soluzioni adeguate e, nonostante il molto tempo trascorso, non si sia raggiunto un accordo sulla commercializzazione del Vercite, attende quindi risposte sulle motivazioni di tali ritardi.


Farmaci: nel 2015 ok a 672 trial,ma Italia perde terreno in UE


Farmaci, una notizia che conforta: sale il numero di sperimentazioni cliniche condotte in Italia. Però l'altra faccia della medaglia è che il made in Italy farmaceutico perde terreno nel confronto con l'Europa. Nel 2015 sono state autorizzate nel nostro Paese 672 trial contro i 592 del 2014 e i 583 del 2013. Ma se nel 2014 rappresentavano il 18,2% del totale europeo, nel 2015 la quota e' pari al 17,2%. E' quanto emerge dal 15/mo Rapporto sulla Sperimentazione Clinica dei medicinali in Italia 2016, pubblicato dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).


FARMACI: OK A 672 SPERIMENTAZIONI CLINICHE IN 2015, L'ANALISI AIFA


"Durante l'anno 2014 si era visto un potenziale trend in aumento delle sperimentazioni cliniche in Italia - si legge - che aveva portato a ipotizzare un futuro di primo piano nel settore delle sperimentazioni cliniche. Tuttavia, il dato del 2015 ha rilevato una sostanziale stabilita' rispetto al quadro europeo ricordandoci, pertanto, la necessaria attenzione da dover dedicare a questo settore per far raggiungere all'Italia il livello di competitivita' auspicato". Si conferma il primato delle sperimentazioni in oncologia, che rappresentano il 37% del totale (per un totale di 249, ma in calo dell'1,8% rispetto all'anno precedente). Le sperimentazioni nelle malattie rare sono circa il 24,9% (ovvero 167) e continuano, seppur lievemente, ad aumentare con un trend che secondo gli esperti Aifa lascia intravedere "l'arrivo in quantita' crescente di farmaci innovativi e di risposte terapeutiche per patologie attualmente ancora prive di cura". Continua anche il trend in aumento delle sperimentazioni su farmaci biologici/biotecnologici (32,8%). Rispetto al totale, si registra un lieve aumento di sperimentazioni profit, ovvero con il supporto di uno sponsor privato: sono passate dal 71,6 del 2014 al 75,6% al 2015, a fronte di quelle no profit scese dal 28,4 al 24,8%. Crescono peraltro gli investimenti nel settore dell'industria farmaceutica, da 1350 milioni di euro nel 2014 a 1.415 nel 2015, mentre gli addetti in ricerca e sviluppo passano da 5.950 a 6.100. Infine, la maggior parte delle sperimentazioni, ovvero il 45,5% e in linea con lo scorso anno, e' di fase III, ovvero quasi giunta al termine dell'iter

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