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Medicina
Il 50% dei tumori letali nel mondo provocato da fattori prevedibili

Tumori, il 50% dei decessi provocato da fattori di rischio prevedibili

“Cambiando le abitudini si potrebbe ridurre il 40% dei tumori”, ed ancora "Se gli europei sotto i 20 anni smettessero di fumare domani, la mortalità per cancro si dimezzerebbe in 50 anni" sono due tra le convinzioni più ricorrenti tra molti oncologi. Secondo un recente studio internazionale (Global Burden of Disease, Injury, and Risk Factor) il 50% delle morti per cancro nel mondo è stata causata da fattori di rischio decisamente prevedibili. Per il fumo, l’abuso di alcool e uno stile di vita non propriamente sano sono morte nel 2019 per cancro quasi 5 milioni di persone. Preoccupante inoltre è l’aumento di decessi (20%) negli ultimi dieci anni per cause prevedibili anche nei paesi in via di sviluppo. Lo studio, pubblicato da “The Lancet”, ha dimostrato l’impatto di questo “modus vivendi”: quasi la metà delle morti per cancro nel 2019 (4,45 milioni), sono state causate da fattori di rischio ampiamente conosciuti come alcol, tabacco, obesità, inquinamento, diete malsane o lavori che esponevano ad elementi nocivi .

Tumori, tabacco, alcol e sedentarietà tra le cause scatenanti

Lo studio ha esaminato circa 370 cause di morte e disabilità e 87 fattori di rischio in oltre 200 paesi. Più in particolare è stato studiato l'impatto di 34 fattori di rischio sui decessi e sulla cattiva salute per 23 tipi di cancro. Si è scoperto che questi fattori di rischio sono stati la causa di circa il 44,4% dei decessi per cancro nel mondo. La maggiore incidenza è stata rilevata negli uomini: metà di tutti i decessi per cancro sono stati maschili e più di un terzo dei decessi nelle donne. Sono diversi i fattori di rischio più comuni. Tra questi  l'inquinamento, il fumo, il bere alcolici o fare sesso non sicuro. Ed ancora l’indice di massa corporea elevato o i livelli alti di glucosio nel sangue. Ovviamente però sul drammatico banco dei colpevoli il posto più di rilievo spetta al tabacco, il cui consumo ha portato, secondo lo studio, alla comparsa di ben 16 tipi di cancro. E’ sicuramente il peggior killer seguito, anche se a distanza, da alcol e indice di massa corporea alterato (sovrappeso e obesità). I ricercatori hanno utilizzato l'indicatore DALY (Disability-Adjusted Life Years), in grado di misurare il carico globale della malattia calcolato in anni persi per inabilità, disabilità o morte prematura. Il tasso DALY standardizzato per età per il tabacco è stato di 677,3 anni persi ogni 100.000 abitanti/anno, mentre il tasso per l'alcol è stato di 155 e per l'indice di massa corporea elevato, 134.

 

Tumori, più incidenza negli uomini rispetto alle donne

I ricercatori hanno anche riscontrato differenze di incidenza tra uomini e donne. I primi sono più esposti a questi fattori di rischio e il peso della malattia si traduce in più anni persi per disabilità o morte prematura causata dal cancro.  Purtroppo però nonostante il fatto che ormai questi fattori di rischio siano di dominio pubblico negli ultimi dieci anni  le morti sono aumentate del 20%. Il tabacco è ritenuta la principale causa di cancro, e i rischi metabolici hanno avuto  il più grande aumento percentuale di decessi (34,7%) per cancro e malattie. Secondo i dati di “Our World in Data”, il grasso in eccesso è stato la causa di milioni di morti. Dieta sbagliata e  vita sedentaria sono colpevoli di obesità bambini e adulti. Secondo l'Istituto di ricerca medica dell'Ospedale del Mar di Barcellona se questo trend non verrà corretto il 55% delle persone sarà in sovrappeso o obese entro il 2030.

Tumori, maggiore incidenza nei paesi sviluppati

La situazione, per paese, è molto diversa. Ma il maggior carico di malattie si trova negli stati più sviluppati. Nonostante si abbia più accesso alla diagnosi, trattamenti migliori e tassi di sopravvivenza più elevati, è logico che il peso di questa malattia ricada sui paesi ricchi più facilmente adattabili a “modus vivendi” errati. Il tasso DALY per età per fattori ambientali e occupazionali, come l'esposizione all'inquinamento o ad agenti cancerogeni come cadmio, amianto, o cromo, sta salendo in Cina e in quasi tutta l'Europa (ad eccezione di Spagna, Portogallo, Irlanda e alcuni paesi del centro). Il tasso DALY per fattori comportamentali, come tabacco, alcol o diete malsane, è basso nei paesi scandinavi, mentre risulta alto in Europa orientale e Argentina. Spagna, Francia, Italia, Regno Unito e Nord America sono appena dietro i livelli più alti. Il peso dei rischi metabolici, invece, è molto evidente negli Stati Uniti, in parte dell'America Latina, Regno Unito ed Est Europa.

Tumori, le politiche da adottare per combattere il problema

Lo studio intende informare su quali sono le morti evitabili. Il 45% dei decessi per cancro dipende da fattori di rischio che potremmo modificare e, quindi, evitare”. L'altra metà dei decessi, invece, è per cause diverse non prevedibili come invecchiamento o ereditarietà. Di fronte a questo scenario che fare? I ricercatori pensano ad un "maggior impegno politico" per campagne nazionali di prevenzione. Inoltre molto utili sono stati gli interventi per aumentare le tasse sul tabacco, i divieti di pubblicizzarlo o di fumo in pubblico, così come per l’alcol. Purtroppo però è evidente il divario tra tutto ciò che realmente si potrebbe fare e quello che si fa. Gli introiti su prodotti da fumo e sull’alcol sono ancora troppo alti per far si che i governi decidano scelte davvero drastiche. Ma avere meno morti per cancro sarebbe un risultato alla nostra portata. 

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