A- A+
Medicina
Dental care: Pierrel, da Capua alla conquista degli Usa
Pierrel

Di Filippo Astone

Sono passati quattro anni dall’ultimo dossier del Ministero della Salute intitolato “Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età adulta”. In quel dossier - che dovrebbe essere aggiornato ogni quattro anni, dunque ci aspettiamo a breve un segno dal dicastero – c’è una fotografia della situazione del Paese: “L’incidenza di patologie di interesse odontoiatrico, in età adulta, nonostante gli indubbi miglioramenti ottenuti in termini di salute generale, permane elevata”. In particolare, avvisa il documento sono quattro le emergenze italiane: la prevenzione delle patologie dei tessuti duri dentari; la prevenzione della malattia parodontale; la prevenzione dei tumori maligni del cavo orale; la prevenzione della endentulia. Ecco che nell’era “del sorriso più bianco del bianco” sbandierato da tarm e tv, e gli italiani stanno a bocca chiusa . Si scopre che è urgente promuovere e favorire programmi di prevenzione e cura delle patologie più diffuse della bocca: carie, malattia parodontale, neoplasie, al fine anche di evitare l’insorgenza di situazioni cliniche che comportano invalidanti menomazioni psico-fisiche con conseguente impegno di cospicue risorse finanziarie personali e collettive per la terapia riabilitativa.

Ma le buone intenzioni si scontrano con lo stato di realtà. Gli italiani stanno alla larga dallo studio del dentista: tra il 2007 e il 2012 mezzo milione di famiglie in meno sono andate dal dentista, la percentuale di quelle che hanno effettuato una spesa odontoiatrica è calata del 3,31 per cento, la spesa media mensile di tutte le famiglie è scesa del 30,5 per cento e la spesa media mensile riferibile alle sole famiglie che hanno effettuato una spesa odontoiatrica è calata del 28,1 per cento. Ancora: la percentuale delle persone che nel 2011 hanno rinunciato alle cure odontoiatriche per ragioni economiche è stata dell’8,9 per cento rispetto all’intera popolazione (fonte Andi 2012). E stanno alla larga per almeno due buoni motivi: dalla dichiarazione dei redditi si può detrarre solo il 19% della spesa (oltre la franchigia di 129,11 euro) e perché il Sistema sanitario copre solo marginalmente le necessità coprendo le spese per i bambini fino ai 14 anni, per alcune categorie di persone particolarmente svantaggiate e per le urgenze.

Insomma il Sistema Italia in fatto di medicina del cavo orale dovrebbe cambiare rotta, avendo come bussola tre obiettivi: efficacia (della cura), sostenibilità (economica sia per il privato sia per il Ssn), equo (consentire a tutti la possibilità della cura). La strada più praticabile per raggiungerli è sicuramente la prevenzione.

Tra i soggetti più attivi, sul versante della prevenzione, sono le aziende farmaceutiche italiane, ma tra esse quella che sta percorrendo con forza questo titinerario è Pierrel Spa, da 60 anni attiva nel dental care e oggi guidata da Raffaele Petrone, che con il gruppo di famiglia FinPosillipo (holding da circa 500 milioni di euro di giro d’affari, soprattutto nel commercio all’ingrosso di farmaci, anche sulle navi, ma anche con svariate attività nel campo parafarmaceutico e dei servizi farmaceutici), detiene la maggioranza della società.

Pierrel – quotata a Piazza Affari – ha fatto i conti con anni travagliati, ma il rilancio è in atto. E se i conti ancora non tornano del tutto, gli elementi di ottimismo ci sono tutti. Basta guardare alle azioni concrete di riorganizzazione e di partnership volute dal management, tutte all’insegna della ricerca e della innovazione.

La fabbrica del Sud che piace all’America. E ricerca e innovazione si trovano nel sito di Capua, dove insistono le linee produttive di Pierrel e dove è la sede legale della Società. In pochi sanno che da questo stabilimento - edificato nel Sud e “abitato” da tecnici, operai, ricercatori del Sud (l’età media si aggira sui 38 anni, al 99% il personale è laureato, tutti parlano almeno due lingue) - è l’unico al mondo a produrre un anestetico dentale che detiene licenza di distribuzione sul territorio statunitense pur essendo prodotto fuori dai confini confederali. L’anestetico dentale in questione è Orabloc (la molecola è l’Articaina) ed è il prodotto più usato negli studi dentistici del Nordamerica. La linea produttiva che fabbrica tubofiale di Orabloc ha dalla sua l’asepsi totale. Quella linea nell’ultimo anno ha sfornato più di 10 milioni di fiale. «E non è finita qui: siamo certi che entro il 2015 Orabloc ci darà molte soddisfazioni, e non solo nei Paesi in cui è già un successo commerciale. Questa certezza ci viene dalla eccellenza della linea produttiva: nessun intervento umano può inquinare l’asepsi. E non lo dico io, lo dicono gli organi di controllo italiani e statunitensi. Quando la Fda ha visitato lo stabilimento, il suo placet è arrivato subito, abbiamo avuto solo minimi rilievi cui abbiamo prontamente messo riparo; di là il successo di questo prodotto che non ha eguali, né in termini di efficacia, né in termini di sicurezza per il paziente e quindi per il dentista. Ma, siccome siamo incontentabili, stiamo progettando un nuovo device di Orabloc più user friendly e più sicuro per il dentista. La sua commercializzazione è prevista entro il secondo semestre 2014».

Orabloc in Nordamerica è inarrestabile. Ed è a lui che va ascritta la performance del titolo Pierrel in Piazza Affari: + 40% nell’ultimo anno. Nel mese di maggio 2014 l’anestetico Pierrel ha segnato una crescita di vendite dirette ai professionisti del dental care del 15 per cento in più rispetto al mese di aprile. E i media statunitensi si sono accorti del fenomeno: Clinicials Report (“CR”), testata clinica indipendente dedicata ai dentisti d’Oltreoceano, di recente ha chiesto a un panel qualificato di dentisti quali siano i primi tre prodotti (in uso nei loro studi), dei quali gli intervistati ritengono di “non potere fare a meno”. I prodotti sono riconducibili a 16 aree di competenza odontoiatrica. Nell’area dell'anestesia dentale l’articaina fa la parte del leone (il 59 per cento dei professionisti intervistati dichiara di non farne mai a meno), ma è Orabloc® a vincere il primo posto (http://www.orabloc.com/software/multimedia/89.pdf) come brand in virtù della sicurezza e della affidabilità che le deriva dal ciclo produttivo di Capua. «Appena completati i necessari passaggi autorizzativi, puntiamo a ripetere il successo americano anche nella Comunità Europea. A farci guardare a questo passaggio con un certo ottimismo, sono i risultati ottenuti in alcuni Paesi europei dove Orabloc è già in vendita, per esempio in Polonia».

La lezione americana di Orabloc, che non è solo un ottimo prodotto del made in Italy ma è anche un strategia distribuitiva e di marketing ancorata sull’ascolto delle necessità e dei suggerimenti dei medici specialisti – ha convinto Pierrel a puntare su una mission: diventare la cerniera del sistema dentista-paziente, offrendo anche prodotti votati alla prevenzione, oltre che alla cura.

Tags:
filippo astonepierrelraffaele petronetheramtricsfinposillipogooclesorablocindustria farmaceuticafarmindustria
in evidenza
Simest, la qualità a supporto della competitività delle pmi italiane

Esportazioni

Simest, la qualità a supporto della competitività delle pmi italiane

i più visti
in vetrina
Hannibal mette a fuoco l'Italia Meteo, temperature fino a 35°

Hannibal mette a fuoco l'Italia
Meteo, temperature fino a 35°


casa, immobiliare
motori
Citroën Ami 100% ëlectric: la rivoluzione della mobilità urbana è in vetrina

Citroën Ami 100% ëlectric: la rivoluzione della mobilità urbana è in vetrina


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.