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Medicina
Lotta all’ictus cerebrale. Chiesta all’Europa una “strategia per la prevenzione”

Una lettera d’intenti per chiedere agli Europarlamentari italiani di farsi promotori e portavoce in Europa dei problemi legati alla fibrillazione atriale, disturbo del ritmo cardiaco che oggi colpisce 10 milioni di cittadini europei e tra i fattori di maggior rischio per la mortalità da ictus cerebrale. E’ la campagna lanciata dalla A.L.I.Ce Italia onlus (Associazione per la Lotta all'Ictus Celebrale) in occasione delle Europee del 25 maggio per sensibilizzare i candidati italiani ad aderire all’iniziativa sottoscrivendo la Carta Globale del Paziente con Fibrillazione Atriale. Cinque i candidati firmatari - David Sassoli, Patrizia Toia e Valentina Mantua del Partito Democratico, Annarita Frullini di Scelta Europea e Oreste Rossi di Forza Italia – che hanno formalmente preso l’impegno di portar avanti a livello europeo e nazionale tutti i punti contenuti nel documento: la necessità di “azioni adeguate a garantire una migliore prevenzione dell’ictus collegato alla fibrillazione atriale”; l’adozione di una “strategia europea” sulle malattie croniche “centrata sulla prevenzione e che includa un capitolo sulle malattie cardiovascolari, in particolare l’ictus causato da fibrillazione atriale”.

Ancora, l’adozione di “indicatori sull’ictus nel quadro della revisione del Piano d’Azione Globale sulle Malattie non Trasmissibili dell’OMS”; la creazione di un gruppo informale di eurodeputati interessati alla prevenzione dell’ictus causato dalla fibrillazione atriale e la collaborazione con i parlamentari italiani per far adottare in Italia piani di prevenzione adeguati alle malattie croniche, garantendo tra l’altro una migliore qualità e l’accesso alle cure preventive attraverso l’attuazione a livello nazionale delle linee guida della European Society of Cardiology. L’adesione alla campagna è aperta agli Europarlamentari italiani che vorranno sottoscrivere la Carta Globale e la lettera d’intenti proposta da A.L.I.Ce Italia Onlus, unica realtà associativa in Italia (sono 19 le associazioni regionali che fanno parte della federazione nazionale istituita nel 1997) formata da persone colpite da ictus, familiari, medici, personale addetto all’assistenza e volontari. Nei prossimi giorni l'Associazione A.L.I.Ce invierà a tutti i 73 parlamentari italiani eletti una lettera nella quale verrà prestata l'iniziativa. La fibrillazione atriale oggi è il più comune disturbo del ritmo cardiaco e si verifica nel 1-2% della popolazione. L’aumento del disturbo cardiaco è connesso all’età (meno dell’1% dei soggetti colpiti è “under 60”).

La prevenzione è fondamentale per ridurre l'incidenza degli ictus correlata alla fibrillazione atriale, patologia semplice da diagnosticare ma spesso sotto-diagnosticata e non trattata. Oggi esistono diversi modi per trattare la fibrillazione atriale, tra cui le terapie farmacologiche con anticoagulanti orali e alcune innovative tecnologie “salvavita”. Nel 2010 un milione e 300mila persone sono state diagnosticate con la possibilità d’infarto mentre sono 10 milioni gli europei affetti da fibrillazione atriale. Si stima che, entro il 2050, la prevalenza della fibrillazione atriale dovrebbe crescere fino a colpire 25-30 milioni di individui in tutto il mondo. Un fardello pesante anche per sistemi sanitari ed economici: solo in Europa, ogni anno i governi membri spendono circa 64 miliardi di euro per cure e assistenza ai malati di fibrillazione atriale

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