C’era anche il dottor Luigi Solimeno alla Maratona di New York, che ha corso insieme a numerosi pazienti emofilici che, dopo lunghi alenamenti in Italia, hanno affrontato una sfida già difficile per gli atleti ed appassionati e che per loro, emofilici, ha rappresentanto una vera conquista.
“Soprattutto quando i pazienti sono ancora bambini o ragazzi, le famiglie sono molto protettitive, troppo spesso in modo eccessivo, anche se comprensibile – spiega il chirurgo con lunga ed importante esperienza nella patologia – per questa ragione la pratica di attività fisica, lo sport devono essere parte della cura dei pazienti, parte della loro normalità di vita.
Oggi con le moderne terapie è possibile avvicinare i ragazzi allo sport e far comprendere ai genitori che questo è proprio il modo con il quale i loro figli non si sentano mai esclusi dal contesto sociale o scolastico.
Uitle anche – e lo affermano anche i pazienti – la partecipazione a vacanze estive dove numerosi ragazi emofilici si trovano insieme per imparare quegli accorgimenti necessari alla somministrazione dei farmaci e alla corretta terapia per poter tranquillamente giocare a calcio, tuffarsi in piscina o arrampiacarsi in montagan, fino a vivere bellissime emozioni nell’Adventure Park suscale di corda tese tra un albero e l’altro.
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