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Medicina
Tumore alla prostata: una nuova terapia riduce del 38% il rischio di morte

Tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione: nuova terapia mirata con radioligando riduce del 38% il rischio di morte

Passi in avanti nel trattamento del tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione. Una nuova terapia mirata con radioligando. Novartis annuncia oggi i risultati dello studio di Fase III VISION che ha valutato 177Lu-PSMA-617 in aggiunta al migliore standard di cura (SOC) dimostrando un miglioramento significativo della sopravvivenza globale (OS) rispetto al solo standard di cura (SOC), nei pazienti con carcinoma della prostata progressivo metastatico resistente alla castrazione (mCRPC)1, positivo all’antigene di membrana specifico della prostata (PSMA).

177Lu-PSMA-617 è in grado di ridurre del 38% il rischio di morte1. La differenza nella sopravvivenza globale tra i bracci dello studio è risultata statisticamente significativa (p<0,001 unilaterale), con una riduzione stimata del 38% del rischio di morte nel braccio con 177Lu-PSMA-617 (n=551) rispetto al braccio con il solo miglior standard di cura (n=280) (rapporto di rischio: 0,62 con intervallo di confidenza (CI) 95%: (0,52, 0,74))1. I risultati saranno presentati il 6 giugno durante la sessione plenaria del Congresso 2021 dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).

I pazienti trattati con 177Lu-PSMA-617 hanno inoltre dimostrato una riduzione statisticamente significativa (p<0,001 unilaterale) del 60% del rischio di progressione radiografica (rPFS) rispetto al braccio con il solo miglior standard di cura (rapporto di rischio: 0,40 con intervallo di confidenza (CI) 99.2% CI: (0,29 0,57))1. Nel braccio di trattamento con 177Lu-PSMA-617 si è verificato un tasso maggiore di eventi avversi collegati alla terapia (85.3%) rispetto al solo standard di cura (28.8%).

In entrambi i bracci dello studio, i tassi di interruzione del trattamento associati agli eventi avversi derivanti dalla terapia si sono presentati come segue: nel braccio con 177Lu-PSMA-617 più standard di cura (SOC) l’11,9% dei pazienti ha interrotto 177Lu-PSMA-617 e l’8,5% ha interrotto SOC; mentre nel braccio con il solo SOC il 7,8% dei pazienti ha interrotto il trattamento.

“Entriamo nell’era della medicina di precisione nel carcinoma della prostata con lo studio VISION – afferma Giuseppe Procopio, Responsabile Oncologia Medica genitourinaria della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Per la prima volta viene dimostrata l’azione antitumorale selettiva di un radiofarmaco, il lutezio, in pazienti con malattia in fase di resistenza alla castrazione. L’efficacia antitumorale del lutezio ha indotto un significativo vantaggio in sopravvivenza libera da progressione e globale in pazienti selezionati sulla base di un esame diagnostico innovativo quale la PET PSMA”.

“Nel 2020 in Italia sono stati stimati circa 36mila nuovi casi di tumore della prostata – spiega Sergio Bracarda, Direttore del Dipartimento Oncologico e della Struttura Complessa di Oncologia Medica e Traslazionale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni -. L’impatto del tumore metastatico della prostata sulla quotidianità dei pazienti che sviluppano sintomi correlati alla malattia può essere importante, arrivando, in alcuni casi, a limitare la possibilità di dormire o camminare per il dolore. La nuova terapia mirata con radioligando, oltre a mostrare un’efficacia clinica molto promettente, rappresenta un approccio terapeutico innovativo e non cross-reagente con altri farmaci già disponibili, in una malattia ‘complessa’ da trattare. 177Lu-PSMA-617 è diretto contro l’antigene di membrana specifico della prostata (PSMA), che è sovraespresso nella maggior parte delle cellule tumorali della prostata. In particolare, ha la capacità di agire solo sui tessuti malati risparmiando tutto ciò che sta attorno”.

“La medicina nucleare utilizza sostanze radioattive per colpire le cellule tumorali – sottolinea Ettore Seregni, Direttore Struttura Complessa Medicina Nucleare Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano -. L’approccio a una patologia come il tumore della prostata deve essere necessariamente multidisciplinare. Infatti, il medico nucleare lavora in team con l’oncologo e valuta se il paziente è candidabile al trattamento con 177Lu-PSMA-617 analizzando i risultati della PET diagnostica eseguita in precedenza. E’ prevedibile che questa terapia potrà essere eseguita in molti casi anche ambulatorialmente, senza quindi la necessità di ricovero del paziente. Le radiazioni emesse dal paziente, infatti, sono limitate e la radioattività si allontana in breve tempo, per cui, seguendo le opportune precauzioni ed indicazioni, non sono prevedibili rischi per caregiver e famigliari”.

Due ulteriori studi sulla terapia con radioligando 177Lu-PSMA-617 nelle prime linee del carcinoma prostatico metastatico sono pianificati di partire nella prima metà del 2021, per lo studio della potenziale utilità clinica nel setting pre-taxano (PSMAfore) del mCRPC e in quello metastatico sensibile agli ormoni (PSMAddition).

Ulteriori dati dello studio VISION

Nello studio VISION la sopravvivenza globale mediana (95% CI) nel braccio con 177Lu-PSMA-617 in aggiunta al miglior standard di cura era di 15,3 mesi (14,2 – 16,9), rispetto a 11,3 mesi (9,8 – 13,5) in quello con il solo miglior standard di cura1. La sopravvivenza libera da progressione rilevata radiograficamente (rPFS) (99,2% CI) era di 8,7 mesi (7,9 – 10,8) per il braccio con 177Lu-PSMA-617 rispetto a 3,4 mesi (2,4 – 4,0) per il braccio con il solo miglior standard di cura.

Sono stati raggiunti anche i principali endpoint secondari. Il tempo medio allo sviluppo del primo evento scheletrico sintomatico era di 11,5 mesi (95% CI:10,3 -13,2) nel braccio con 177Lu-PSMA-617 rispetto a 6,8 mesi (95% CI:5,2 – 8,5) in quello con il solo miglior standard di cura (rapporto di rischio: 0,50 (95%CI:0,40 – 0,62)); p-value bilaterale: <0,0011. Inoltre sono state osservate differenze significative nel tasso di risposta globale dei pazienti con malattia misurabile al basale (51,1% di risposta parziale o completa nel braccio con 177Lu-PSMA-617 versus 3,1% di risposta parziale nel braccio con il solo miglior standard di cura (p-value bilaterale: <0,001) e nel tasso di controllo della malattia (86,4% nel braccio con 177Lu-PSMA-617 rispetto a 50,0% in quello con il solo miglior standard di cura (p-value bilaterale: <0,001).

Gli eventi avversi di grado ≥3 legati alla terapia si sono verificati nel 28,4% del braccio con 177Lu-PSMA-617 rispetto al 3,9% nel braccio con il solo miglior standard di cura1. Gli eventi più comuni (superiori al 2% rispettivamente per 177Lu-PSMA-617 e miglior standard di cura) erano anemia (12,9% vs. 4,9%), trombocitopenia (7,9% vs. 1%), linfopenia (7,8% vs. 0,5%), fatigue (7,0% vs 2,4%), infezione delle vie urinarie (3,8% vs 0,5%) neutropenia (3,4% vs 0,5%), ipertensione (3,2% vs 1,5%), danno renale acuto (3,0% vs 2,4%), leucopenia (2,5% vs. 0,5%), dolore osseo (2,5% vs. 2,4%), e ematuria (2,5% vs 0,5%).

Eventi avversi gravi legati alla terapia sono stati osservati nel 9,3% dei pazienti nel braccio con 177Lu-PSMA-617 rispetto al 2,4% in quello con il solo miglior standard di cura.

Il carcinoma della prostata avanzato

Il carcinoma della prostata è una forma di cancro che si sviluppa nella ghiandola prostatica, una piccola ghiandola a forma di noce nel bacino degli uomini. Nel carcinoma della prostata resistente alla castrazione (CRPC), il tumore mostra segnali di crescita, come l’aumento dei livelli di antigene prostatico specifico (PSA), nonostante l’utilizzo di trattamenti ormonali che abbassano il testosterone7. Nel carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC), il tumore si diffonde ad altre sedi del corpo come gli organi o le ossa adiacenti e non risponde al trattamento ormonale7. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni dei pazienti con carcinoma della prostata metastatico è circa del 30%2.

La medicina di precisione fenotipica nel carcinoma prostatico avanzato

Nonostante i progressi nella cura del cancro della prostata, vi è un forte bisogno insoddisfatto di nuove opzioni di trattamento mirate per migliorare i risultati dei pazienti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC). Più dell’80% dei tumori della prostata esprime in quantità elevate un biomarcatore fenotipico6 chiamato Antigene di Membrana Specifico della Prostata (PSMA) 3-5,8-9, rendendolo un promettente target diagnostico (tramite tomografia a emissione di positroni (PET)) e potenziale target terapeutico per la terapia con radioligando10. Si differenzia dalla medicina di precisione “genotipica” che si occupa delle alterazioni genetiche specifiche delle cellule cancerogene.

La terapia con 177Lu-PSMA-617

177Lu-PSMA-617 è una terapia sperimentale con ligando diretta verso PSMA nel carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione. Si tratta di un trattamento antitumorale di precisione che combina un composto mirato (ligando) con un radioisotopo terapeutico (una particella radioattiva)11-13. Dopo la somministrazione nel flusso sanguigno, 177Lu-PSMA-617 si lega alle cellule del cancro della prostata che esprimono PSMA14, una proteina transmembrana, con elevato assorbimento del tessuto da tumorale a normale11,15,16. Una volta legata, le emissioni del radioisotopo danneggiano le cellule tumorali, interrompendo la loro capacità di replicarsi e/o innescando la morte cellulare17-19. La radiazione del radioisotopo agisce su distanze molto brevi per limitare i danni alle cellule circostanti10,11,15.

Lo studio VISION

VISION è uno studio internazionale multicentrico di Fase III prospettico, randomizzato, in aperto, per stabilire l’efficacia e la sicurezza di 177Lu-PSMA-617 (7,4 GBq somministrati per infusione endovenosa ogni 6 settimane per un massimo di 6 cicli) più il miglior standard di cura scelto dallo sperimentatore nel braccio sperimentale, rispetto al miglior standard di cura nel braccio di controllo20. I pazienti con mCRPC positivo alla scansione PET per PSMA e progressione dopo una precedente terapia con taxani e antiandrogeni di seconda generazione (ARSI), sono stati randomizzati in un rapporto 2:1 a favore del braccio sperimentale. Gli endpoint primari alternativi erano la sopravvivenza libera da progressione verificata radiograficamente (rPFS) e la sopravvivenza globale (OS)20. Lo studio ha arruolato 831 pazienti.

Novartis precisa che il suo aggiornamento per i media contiene dichiarazioni a carattere previsionale, secondo quanto definito dal Private Securities Litigation Reform Act del 1995 degli Stati Uniti d’America.

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