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Medicina
Allarme tumore del cavo orale. Le 7 regole d'oro per prevenirlo

Il carcinoma del cavo orale è una patologia gravissima. Conta quasi trecentomila nuovi casi all’anno nel mondo, e nel nostro paese sono circa seimila i nuovi casi ogni anno. Rappresenta la sesta forma tumorale più diffusa nel pianeta. Il numero totale dei malati di carcinoma squamoso del cavo orale – che costituisce il 90% di tutti i tipi di tumore maligno in questa sede – è ogni anno molto simile a quello che si registra per le leucemie e per i linfomi, e maggiore rispetto a quello del carcinoma dell’utero o della prostata.

La prevenzione

A fronte di una diagnosi precoce, la sopravvivenza a cinque anni è del 90%, ma se, come avviene nella maggior parte dei casi, la diagnosi è tardiva, la sopravvivenza scende sotto il 20% e comunque l’intervento per la rimozione del tumore è demolitivo. Purtroppo ancora oggi il 60-70% dei carcinomi orali viene diagnosticato quando la malattia è già andata troppo avanti. In questo contesto la prevenzione è sicuramente il fulcro dal quale partire per salvare vite e ridurre al minimo i costi sociali e personali della patologia.

Le sette regole d’oro

Affaritaliani.it ha chiesto a Danilo Alessio Di Stefano, titolare della cattedra di Chirurgia Odontostomatologica presso l’Università di Milano–Ateneo Vita e Salute Istituto Scientifico Universitario San Raffaele nonché direttore del Centro Odontoiatrico Dentalnarco di Trezzano sul Naviglio (MI) e del Centro Odontoiatrico e Protesico Civitali di Milano, dove rispettivamente sabato 27 settembre e lunedì 20 ottobre si terranno due giornate dedicate proprio alla prevenzione di questo tumore, quali sono le semplici regole quotidiane cui ciascuno dovrebbe attenersi per limitare al massimo i rischi.

"La nostra attenzione - ha risposto - ancor prima della prevenzione secondaria punta tutto su quella primaria attraverso l’eliminazione dei fattori di rischio con uno stile di vita adeguato. Essendo molti ultraquarantenni fumatori e bevitori è indubbio che l’eliminazione del consumo di tabacco e la moderazione dell’alcool sono al primo posto. Per ciò che riguarda il fumo vorrei sottolineare come il problema sia esteso a pipa e sigari. Anzi, come dimostrato, sono questi fra i maggiori responsabili a causa della non inspirazione del fumo nei polmoni. Peraltro anche il lungo stimolo meccanico-termico sul labbro, tipico di chi mantiene lungamente a contatto questi oggetti, rientra fra le concause.

Al secondo posto metterei la protezione dai raggi ultravioletti, evitando gli eccessi e comunque proteggendo le labbra con adeguati filtri solari. Attenzione anche alle lampade e ai lettini abbronzanti. Per le labbra una protezione 50 o 50+. Al terzo posto sicuramente un’adeguata igiene orale che l’odontoiatra o il dottore in igiene potrà spiegare in modo analitico. Importanti i presidi di spazzolino, dentifricio e scovolino opportunamente identificati e altrettanto adeguatamente usati. L’igiene professionale in studio risulta insostituibile sia per il suo valore intrinseco, sia per l’aspetto preventivo in termini controllo dei tessuti orali. Nell’ambito del cavo orale grande rilievo possono avere l’eliminazione di tutti i possibili irritanti meccanici, che in genere si legano a terapie protesiche o di odontoiatria conservatrice mal eseguiti. Una nota anche nei confronti dei denti scheggiati, con superfici taglienti o appuntite. Quindi ribadisco l’importanza dei controlli periodici che si dovrebbero legare alla seduta di igiene orale professionale con una cadenza media semestrale. Come quarto punto da non sottovalutare l’auto-esame delle mucose da parte del paziente. Le mucose del cavo orale sono normalmente rosee. Se si individuano chiazze bianche, rosse, formazioni sopraelevate della mucosa, ulcere o altro, queste devono essere segnalate all’odontoiatra. Se non spariscono completamente e spontaneamente entro 14 giorni, occorre sicuramente e tempestivamente approfondire.

Quinto punto: far seguire a uno specialista eventuali lesioni precancerose e seguirne scrupolosamente le indicazioni. Fra queste segnaliamo il lichen, la leucoplachia e l’eritroplachia.

A seguire dobbiamo porre l’accento su una corretta alimentazione. Consumare ogni giorno cinque porzioni di frutta e verdure di cinque colori diversi, preferendo prodotti stagionali per il loro contenuto di fibre, vitamine, sali minerali e antiossidanti.

Segnalerei anche l’attenzione su alcune pratiche sessuali a rischio, come quelle orali, in particolare per i ceppi 16-18 del papilloma virus. Concluderei dicendo che non vi è evidenza scientifica che la farmacoprevenzione, cioè l’assunzione di sostanze contenenti elementi naturali o di sintesi, sia efficace".

Va ripetuto, in conclusione, che il tumore della bocca, se scoperto e trattato in uno stadio iniziale, con le terapie oggi disponibili può guarire in oltre il 90% dei casi.

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