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Scherzi, giochi, errori: metà delle telefonate al 112 sono sbagliate

Scherzi, giochi, errori: metà delle telefonate al 112 sono sbagliate
ambulanza roma 02
Secondo quanto spiegato dal direttore generale dell’Areu (Azienda regionale emergenza urgenza), Alberto Zoli, si tratta di una “criticita’ che deve essere risolta, perche’ quelle inappropriate sono la maggior parte delle chiamate che vengono fatte”. In numeri assoluti, sui quasi 2 milioni di telefonate ricevute nel 2014, soltanto 800mila circa vengono effettivamente inoltrate in quanto basate su reali situazioni di necessita’.

Richieste di informazioni, scherzi, chiamate di bambini che giocano con il cellulare dei genitori, chiamate mute, errori in varia forma e anche gli utenti seriali che in 24 ore riescono anche a totalizzare 2.800 telefonate. In Lombardia, il 60% delle chiamate al numero unico di emergenza (Nue), quel 112 che raccoglie e smista le emergenze ai vari operatori (come 118 e vigili del fuoco) e forze dell’ordine, sono false, cioe’ non vengono inoltrate e tengono occupato una media di 25 secondi ciascuna un operatore che dovrebbe occuparsi, invece, di reali emergenze. E’ l’allarme sul quale si concentra la giornata europea del 112, dedicata a iniziative volte ad accrescere la conoscenza dei cittadini del servizio. Secondo quanto spiegato dal direttore generale dell’Areu (Azienda regionale emergenza urgenza), Alberto Zoli, si tratta di una “criticita’ che deve essere risolta, perche’ quelle inappropriate sono la maggior parte delle chiamate che vengono fatte”. In numeri assoluti, sui quasi 2 milioni di telefonate ricevute nel 2014, soltanto 800mila circa vengono effettivamente inoltrate in quanto basate su reali situazioni di necessita’.

La risoluzione di questo problema migliorerebbe i risultati che comunque, secondo quanto sottolineato tanto da Zoli, quanto dal presiedente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, sono stati raggiunti con l’introduzione del numero unico. Ad oggi, ad esempio, e’ di meno di un minuto la media di tempo per processare una telefonata e inoltrarla all’organo di soccorso competente. Un ulteriore passo avanti si avrebbe con la diffusione capillare dell’app ‘Where ARE U’ che permette una localizzazione precisa e rapida dell’utente che spesso, quando chiama, non e’ in grado di dire dove si trova. “Questo sistema funziona – ha detto Maroni – perche’ riduce i tempi di intervento, e quindi salva vite umane, e anche i costi. Dobbiamo ricordare che con Expo arriveranno visitatori da tutto il mondo, non possiamo escludere alcuna patologia, ma soprattutto il servizio attraverso l’app sara’ fondamentale”.