La Festa dell’Unità torna a Milano dal 3 al 13 settembre, all’Arci Corvetto, con il titolo “È il tempo delle passioni felici” e un programma che porterà sul palco buona parte del centrosinistra nazionale. C’è però un’assenza che spicca nel lungo elenco degli ospiti: la segretaria del Pd Elly Schlein non sarà presente. Schlein era stata a Milano a giugno per il Pride, ma non parteciperà alla festa cittadina. Saranno invece i militanti lombardi a raggiungerla il 13 settembre a Reggio Emilia, con alcuni pullman organizzati per assistere al suo intervento conclusivo alla Festa nazionale dell’Unità.
Dieci giorni di confronto con Milano 2027 sullo sfondo
L’appuntamento arriva in una fase politicamente delicata. Milano tornerà al voto nel 2027 e il centrosinistra punta a difendere un governo della città che dura ormai da quindici anni, prima con Giuliano Pisapia e poi con Beppe Sala. La Festa dell’Unità diventa così uno dei primi grandi appuntamenti politici della lunga marcia verso le comunali: dieci giorni nei quali, accanto ai temi nazionali, inevitabilmente si discuterà anche della successione a Sala, della futura coalizione e soprattutto del candidato sindaco.
Gli ospiti in programma
Dopo gli interventi della segretaria regionale Silvia Roggiani e del segretario cittadino Alessandro Capelli, ad aprire la festa sarà il sindaco Beppe Sala. Nei giorni successivi sono attesi Pierluigi Bersani, Roberto Speranza, Andrea Orlando e Giorgio Gori, oltre al leader di Italia Viva Matteo Renzi, al co-portavoce di Avs Nicola Fratoianni e all’esponente del Movimento 5 Stelle Stefano Buffagni. Un parterre che fotografa anche il tentativo del centrosinistra di tenere aperto un perimetro politico molto ampio, dalle forze più moderate fino alla sinistra e al Movimento 5 Stelle.
Sul palco anche i possibili candidati alle primarie
Ma il vero sottotesto della festa sarà Milano. In attesa di capire se il centrosinistra deciderà di ricorrere alle primarie, al Corvetto passeranno infatti quasi tutti i nomi che potrebbero partecipare alla corsa per Palazzo Marino o che stanno valutando una candidatura. Tra questi il giornalista Mario Calabresi, il capogruppo dem in Regione Pierfrancesco Majorino, la vicesindaca Anna Scavuzzo, l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte, l’assessore del Municipio 1 Lorenzo Pacini e l’attivista Tommaso Goisis. Non sarà ancora il momento delle candidature ufficiali, ma il palco della Festa dell’Unità offrirà una prima occasione per misurare posizionamenti, temi e consensi dentro il campo progressista.
La scelta del Corvetto
Anche il luogo scelto ha un significato politico. La festa si terrà all’Arci Corvetto, nella periferia sud di Milano, in un quartiere che negli ultimi anni è finito spesso al centro del dibattito cittadino per i problemi legati alla sicurezza e al disagio sociale. Portare qui uno dei principali appuntamenti politici del Pd milanese significa spostare simbolicamente il confronto fuori dal centro e dentro una delle aree dove si concentrano alcune delle questioni che peseranno maggiormente nella campagna elettorale del 2027.
Capelli: “Verso il 2027 per costruire un’alternativa ai sovranisti”
A indicare l’orizzonte politico della manifestazione è il segretario cittadino Alessandro Capelli. La festa, spiega, “sarà il luogo in cui proseguirà con ancora più forza la grande discussione politica, culturale e sociale verso il 2027”.
Lo sguardo va però anche oltre Milano: “Ci aspetta un anno molto intenso, con le elezioni a Milano e in tanti Comuni della città metropolitana, fino alle elezioni politiche, dove si giocherà la grande sfida nazionale: costruire un’alternativa ai sovranisti e cambiare finalmente il governo del nostro Paese”.
Primarie e coalizione, i nodi ancora aperti
Restano da sciogliere soprattutto due questioni: il metodo con cui verrà scelto il candidato sindaco e il perimetro della futura coalizione. La presenza nello stesso programma di Renzi, Fratoianni e Buffagni segnala la volontà di mantenere aperto il dialogo tra forze che, soprattutto sul piano nazionale, hanno posizioni e strategie molto diverse. E mentre il Pd cerca ancora il nome per il dopo Sala, i dieci giorni del Corvetto saranno anche un primo test per capire quanto questo campo largo possa trasformarsi, da fotografia di una festa, in una vera coalizione per le comunali del 2027.


