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Milano
Ambrosoli boccia la 'cosa arancione': "Non ne faccio parte"

di Fabio Massa

Della 'cosa arancione' lui non fa parte. Umberto Ambrosoli, consigliere regionale, leader del civismo lombardo in rappresentanza del quale, insieme al Pd, provò a sfidare l'attuale governatore leghista Roberto Maroni, in un'intervista ad Affaritaliani.it, pur con tutte le cautele del caso, spiega le criticità del progetto politico di Giuliano Pisapia, svelato in anteprima da Affari: "Pensare a una classificazione netta a sinistra del Pd mi causa delle perplessità. Io non faccio parte di questo progetto quindi non provo alcun disagio. Lucia Castellano? Fa parte di Milano Civica, e visto che questo esperimento è locale, è normale che se ne stia occupando..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Consigliere Ambrosoli, il civismo confluirà nella 'cosa arancione' di Pisapia o no? E perché trattate con Pisapia se avete firmato per la lista unitaria con il Partito Democratico alla città metropolitana?
Io inizierei con una premessa: il mondo civico è straordinariamente eterogeneo. Noi ci siamo alleati con il Pd con consapevolezza che ci sono pulsioni molto forti. Siamo consapevoli che, a livello locale, nel migliaio di comuni lombardi nei quali siamo presenti, molte volte ci sono liste che sostituiscono i partiti. Altre volte invece, nei comuni più grandi, l'alleanza con il Pd esiste oggi ma potrebbe non esistere domani. Questo vale per il Pd e per le esperienze di destra.

Che cosa significa? Che decidete di volta in volta?
Questo significa che a livello regionale, per il civismo, pensare a una classificazione così netta che sia capace di assorbire l'integralità del mondo civico, come sarebbe nelle intenzioni della cosa arancione, mi causa delle perplessità. Anche perché quello che penso è che le realtà civiche non abbiano voglia di organizzarsi in un partito. Nella spontaneità del loro servizio l'elemento differenziante rispetto ad altre esperienze politiche è quello di non rispondere a logiche superiori, di partito. E questo non perché non ci sia un progetto generale, ma perché il civismo bada all'utilità del proprio territorio, punto e basta. Detto questo, non ho difficoltà ad immaginare che tra coloro che si approcciano all'idea del civismo ci sia qualcuno a cui piace l'idea di Pisapia.

Per esempio, Lucia Castellano.
Pisapia ha detto che la cosa arancione non vuole essere un progetto nazionale. Se questo è confinato all'ambito di Milano, Lucia Castellano - che fa parte di Milano Civica - è ovvio che abbia un ruolo diretto. Essendo già parte della coalizione di centrosinistra che governa Milano, non si può che arrivare a una piena collaborazione.

Non la preoccupa il fatto che la vicinanza con Sel connoti un'esperienza moderata come il civismo a sinistra del Partito Democratico?
Io ho una posizione diversa su questa iniziativa. Anche se quando ci sarà un po' di chiarezza la prenderò in considerazione con molta curiosità. Non ho preoccupazioni perché la 'cosa arancione' non mi riguarda, e quindi la collocazione riguarda chi avrà voglia di parteciparvi. Non devo sentirmi a disagio, il problema non si pone. Detto questo, se Milano Civica vuole farne parte, io non ho certo il copyright sul civismo. Quello di cui prendo atto attraverso la mia esperienza diretta e attraverso l'analisi dei flussi elettorali delle elezioni 2013, è che la capacità della lista civica che porta il mio nome è stata quella di attrarrre un elettorato che non aveva mai abbracciato la sinistra.

Insomma, lei fa parte o no dell'esperimento di Pisapia?
No, non ne faccio parte. Ma sono curioso di sapere quali sono i contenuti.

Pisapia l'ha chiamata e l'ha informata del suo progetto?
No, di questa cosa non abbiamo mai parlato. Anche perché non ci sarebbe stata alcuna utilità: l'aggiornamento sulla 'cosa arancione' posso averlo dalla Castellano che la sta seguendo.

@FabioAMassa

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