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Antonio Riva Milano, il fascino senza tempo di The Velvet Night

Tra suggestioni anni Venti, materiali preziosi e nuove interpretazioni della femminilità, Antonio Riva racconta la visione creativa di una collezione che intreccia glamour, movimento e contemporaneità

Antonio Riva Milano, il fascino senza tempo di The Velvet Night

Un omaggio al fascino degli anni Venti, tra atmosfere sofisticate, libertà espressiva e una nuova idea di femminilità. Con “The Velvet Night”, Antonio Riva Milano rilegge l’eleganza di un’epoca che ha rivoluzionato i codici della moda, reinterpretandola attraverso materiali preziosi, silhouette fluide e dettagli sartoriali. Velluti, mikado, ricami e frange danno vita a una collezione che gioca sui contrasti tra struttura e leggerezza, tradizione e contemporaneità. Al centro, una donna sofisticata, indipendente e consapevole della propria personalità, capace di esprimersi anche attraverso ciò che indossa. In questa intervista, lo stilista Antonio Riva racconta le ispirazioni, le scelte creative e la visione di eleganza che hanno dato forma alla nuova collezione, in un dialogo tra passato e presente che mette al centro la libertà di essere se stesse.

La collezione The Velvet Night si ispira agli anni Venti, un periodo di grandi trasformazioni culturali e sociali. Cosa l’ha spinta a scegliere quest’epoca come punto di partenza della sua ricerca creativa?
Gli anni Venti mi hanno sempre affascinato per la loro capacità di coniugare glamour, libertà e trasformazione. È un periodo in cui la moda diventa espressione di una nuova femminilità e di un modo diverso di vivere e interpretare la propria identità. Gli abiti in quel periodo vengono completamente destrutturati, le gonne si accorciano e si iniziano ad accorciare anche i capelli. Con The Velvet Night ho voluto recuperare questo spirito, reinterpretandolo attraverso la mia visione stilistica e creando un dialogo tra suggestioni del passato e sensibilità contemporanea.

Velluti, ricami, frange e silhouette fluide contribuiscono a definire l’identità della collezione. Qual è stato il suo approccio alla scelta dei materiali e alla costruzione degli abiti?
Il mio lavoro parte sempre dalla ricerca sull’equilibrio tra forma, materia e movimento. In questa collezione ho voluto accostare materiali dalla forte personalità, come il mikado che è il tessuto che amo di più e il velluto a tessuti ricamati, creando un contrasto tra struttura e morbidezza. Le frange introducono dinamismo e leggerezza, mentre le sovrapposizioni donano profondità agli abiti. Ogni elemento è pensato per contribuire a un racconto coerente, in cui l’aspetto estetico si unisce alla ricerca sartoriale.

The Velvet Night richiama anche il tema dell’emancipazione femminile. In che modo questo aspetto si riflette nella sua interpretazione dell’eleganza contemporanea?
Mi interessava raccontare una femminilità che fosse al tempo stesso seducente, consapevole e libera. Gli anni Venti rappresentano un momento importante in questo senso, perché la donna inizia a conquistare nuovi spazi di autonomia e la moda diventa uno strumento per esprimere questo cambiamento. Ho cercato di restituire quello stesso spirito attraverso silhouette, materiali e dettagli che valorizzano il movimento e la personalità.

Al di là dell’ispirazione estetica, c’è qualcosa degli anni Venti in cui si riconosce personalmente o che sente particolarmente vicino alla sua sensibilità creativa?
Mi affascina la capacità di quell’epoca di rompere gli schemi e di aprirsi a nuove forme di espressione, senza perdere il senso dell’eleganza. Credo che ci sia un aspetto di questo spirito che sento vicino anche al mio modo di lavorare: la ricerca di un equilibrio tra tradizione e innovazione, tra rigore e libertà creativa.

Che tipo di donna indossa “The Velvet Night”? 
Una donna sicuramente sofisticata, priva di orpelli, ma una donna di grande carattere.