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Atm, incontro infuocato con sindacati. Messina: “Continuiamo a difendere Atm”

Sarà un incontro che si preannuncia infuocato, quello tra i sindacati di Atm e l’amministrazione comunale, in previsione per domani

Atm, incontro infuocato con sindacati. Messina: “Continuiamo a difendere Atm”
messina

di Fabio Massa



Sarà un incontro che si preannuncia infuocato, quello tra i sindacati di Atm e l’amministrazione comunale, in previsione per domani. Un incontro che dovrebbe sciogliere alcuni nodi sul tavolo della gara per il nuovo contratto, che è quello che preoccupa più di tutto il resto i lavoratori dell’azienda di trasporti. A rendere ancora più complessa la trattativa pare sia stata la scelta di “dividere” in due il contratto. Da una parte tutti i servizi “core” del trasporto pubblico. Dall’altra invece la sosta sulle strisce blu e tutto il resto. Una prospettiva ovviamente che complica la vita a un’azienda che ha trovato un suo assetto. Ma che complica anche la situazione all’interno del Partito Democratico, dove c’è chi vuole aprire il tema politica legato ad Atm. Tra questi, Gabriele Messina, ex membro della segreteria metropolitana, che ad Affaritaliani.it spiega: “Io vorrei che il mio partito si facesse carico di una discussione seria su Atm. Fino ad oggi abbiamo sempre sostenuto che Atm è un gioiello. Grazie a Pisapia, Maran e Rota oggi il trasporto pubblico è fondamentale per Milano, per l’amministrazione e per la gestione ottimale della città. E’ importante per i cittadini e per la politica che guarda ai bisogni dei cittadini”.



“Ora, dopo esserci detto tutto questo scopriamo da una parte che i sindacati sono in rivolta perché il Comune ha deciso di fare due bandi di gara. Non entro nella parte tecnica, ma a livello politico noi dobbiamo porre il tema di tutelare Atm e il servizio di Atm – continua Messina ad Affaritaliani.it – Nella stessa ottica qualcuno mi deve spiegare chi sta avallando la fusione con Trenord. In quale tavolo, a livello politico, si è presa questa decisione? E’ evidente che una fusione porterebbe lontano da Milano parte della gestione dell’azienda. Ed è evidente che l’unico vincitore di un’operazione del genere sarebbe Maroni. E dunque: c’è qualcuno a Palazzo Marino o nel centrosinistra milanese, che pensa di fare gli interessi di Maroni? Anche perché Maroni si è accorto che il lavoro di MM sulle case popolari è eccezionale: lo ammetta e noi non regaliamogli un gioiello come Atm. Su questo ritengo che sia prioritario aprire un tavolo di confronto politico per indirizzare al meglio la strategia di governo non sulle nomine, che sono di competenza del sindaco, ma sul servizio”. A proposito di nomine, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, è tramontata da un po’ l’ipotesi, che veniva ventilata un paio di settimane fa, di Marco Rettighieri alla presidenza di Atm. Pare che Sala si stia orientando su una figura più tecnica e dal cote finanziario.



@FabioAMassa

fabio.massa@affaritaliani.it