RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Gentile direttore,
l’articolo del 19 marzo, (“Milano come il terzo mondo. Sciopero dei mezzi, il racconto”) contiene fatti non rispondenti al vero descritti nella lettera da voi pubblicata. I tornelli, come risulta dalle registrazioni video complessive, sono rimasti chiusi dalle 17.38 alle 17.46 per ragioni di sicurezza e che nessun passeggero è, comunque, rimasto a piedi.
I treni provenienti da Rho Fiera erano sovraccarichi proprio perché da Rho, dove era in corso una esposizione, molti viaggiatori si erano anticipatamente presentati, riempiendo i treni fin dalla stazione di partenza e la legislazione vigente non consente di aumentare l’offerta standard durante le fasce di garanzia nel corso di uno sciopero. A causa del passaggio di treni pieni che non potevano quindi caricare, l’Azienda ha deciso di bloccare temporaneamente l’accesso alla banchina. I filmati in nostro possesso testimoniano chiaramente che le strutture di vigilanza e sicurezza, presenti in stazione hanno fermato le persone che volevano scendere in banchina in direzione Sesto e non nella direzione opposta. Continuare a riempire le banchine con i treni in transito stracolmi avrebbe provocato rischi per la sicurezza dei viaggiatori e per l’esercizio. La misura adottata, come avviene in tutte le metropolitane del mondo in frangenti simili, dunque, era volta appunto a tenere la banchina libera dato che in quel momento i treni in transito verso Sesto non potevano caricare.
E’ perciò del tutto ingiustificato lo stupore di chi, scavalcata la vigilanza che faceva solo il suo difficile lavoro, con notevole agilità fisica e non adeguata prontezza di riflessi. Dopo 8 minuti i varchi sono stati riaperti e i passeggeri riammessi in banchina, dove hanno potuto utilizzare ben 8 convogli, prima della ripresa dello sciopero. La decisione di applicare o meno queste misure di sicurezza è esclusiva prerogativa dell’Azienda.
Sono certo che vorrà dare adeguato spazio a questa replica, che testimonia come il lavoro dell’Azienda e dei suoi dipendenti ha il solo scopo di far funzionare, nel rispetto delle regole, i mezzi pubblici, anche in una giornata di sciopero nazionale”.
Pietro Brunetti,
direttore Risorse Umane, Organizzazione, Comunicazione
