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Milano


Scatta oggi la stangata sulle sanzioni ai passeggeri abusivi dei mezzi pubblici Atm sulla rete interna e sulle linee interurbane. Il valore della multa standard per chi viaggia senza biglietto risale da 25 a 35 euro e, a cascata, parte una serie di rincari automatici all’intero schema delle contravvenzioni. Per chi paga entro cinque giorni dall’infrazione: sanzioni da 50 euro. Entro due mesi: euro 65. Chi ignora le scadenze viene punito con cartelle da 120 a 150 euro. È un ritorno al passato, una svolta chiesta con decisione dal board Atm e ordinata dalla Regione (che aveva deciso di dimezzare le sanzioni) con la delibera del 3 dicembre scorso, che è un netto passo indietro.

La società del trasporto milanese aveva sofferto l’applicazione delle multe super-scontate nell’aprile 2012. Nel bilancio non tornavano i conti. Si spendeva nei controlli più di quanto s’incassava coi verbali. Gli introiti erano crollati del 25-30%. La manovra ha un duplice obiettivo: dovrà riequilibrare il rapporto costi/entrate dell’azienda e proverà a spaventare i furbetti.

"Le modifiche precedenti avevano indotto un aumento dell’evasione, auspichiamo che questo sistema sia disincentivante e garantisca una maggiore trasparenza e regolarità del servizio", spiega l’assessore ai Trasporti Pierfrancesco Maran. La precedente normativa regionale aveva dimezzato la multa standard da 50 a 25 euro. L’impatto sui flussi di cassa Atm era stato devastante. Più controlli, meno ricavi: oltre un milione di euro persi.

In linea generale, dal monte sanzioni, Atm è poi costretta a rinunciare a buona parte degli introiti: quattro multe su dieci non vengono mai riscosse, solo per gli ultimi anni è stato calcolato un 'buco' di 12 milioni (nella casistica rientrano: passeggeri che danno false generalità, senza fissa dimora, immigrati senza documenti). La linea 'morbida' regionale della primavera 2012 aveva ulteriormente accentuato i vizi del sistema.

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