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Baby Gang e Simba La Rue ancora nei guai: il mitra del videoclip “Mocro Mafia” porta nuove richieste di condanna

La Procura di Lecco chiede due anni e quattro mesi per Baby Gang e un anno e otto mesi per Simba La Rue. Al centro dell’inchiesta un fucile d’assalto sequestrato dai carabinieri e riconosciuto attraverso le immagini del video musicale

Baby Gang e Simba La Rue ancora nei guai: il mitra del videoclip “Mocro Mafia” porta nuove richieste di condanna

La Procura di Lecco chiede due anni e quattro mesi per Baby Gang e un anno e otto mesi per Simba La Rue. Al centro dell’inchiesta un fucile d’assalto sequestrato dai carabinieri e riconosciuto attraverso le immagini del video musicale

Un fucile mitragliatore mostrato davanti alle telecamere, un videoclip diventato popolare e un’indagine che ha portato due nomi noti della scena trap italiana davanti al giudice. Baby Gang e Simba La Rue rischiano una nuova condanna, questa volta per una vicenda legata al possesso di un’arma da guerra che sarebbe stata utilizzata durante le riprese del brano “Mocro Mafia”. La Procura di Lecco ha così chiesto una pena di due anni e quattro mesi per Zaccaria Mouhib, 25 anni, conosciuto come Baby Gang, e di un anno e otto mesi per Lamine Saida, 24 anni, in arte Simba La Rue.

Dal videoclip al sequestro: così i carabinieri hanno individuato il mitra

A collegare il mondo della musica alle indagini giudiziarie è stato un fucile mitragliatore d’assalto VZ58, di fabbricazione cecoslovacca, che secondo gli inquirenti sarebbe lo stesso mostrato nel videoclip di “Mocro Mafia”, uno dei brani più conosciuti di Baby Gang, al quale ha partecipato anche Simba La Rue. L’arma era stata recuperata dai carabinieri di Lecco il 4 gennaio 2024, durante un’operazione che aveva portato al sequestro del fucile nella disponibilità di un italiano di 34 anni. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’uomo lo avrebbe custodito per conto di altre persone, prima che venisse fatto arrivare a Mouhib attraverso l’intermediazione di due cittadini macedoni residenti nel Lecchese.

Un elemento centrale dell’inchiesta è rappresentato proprio dalle immagini diffuse online. Gli investigatori hanno confrontato il fucile sequestrato con quello visibile nei filmati pubblicati sui social, individuando elementi ritenuti utili a ricostruire il percorso dell’arma e a formulare le accuse nei confronti dei due artisti.

L’inchiesta si allarga allo spaccio: richieste pene fino a otto anni

La vicenda giudiziaria non riguarda soltanto il fucile comparso nel videoclip. Nel corso degli accertamenti, infatti, le indagini si sono estese anche a un presunto traffico di sostanze stupefacenti, facendo emergere ulteriori posizioni. Tra gli imputati figurano anche i due fratelli macedoni, per i quali la Procura ha avanzato richieste di condanna rispettivamente a sei e otto anni di reclusione, anche per reati legati alla droga. Il procedimento è ora nelle mani del giudice, chiamato a valutare le contestazioni e gli elementi raccolti dall’accusa. Le richieste del pubblico ministero non costituiscono una condanna e le responsabilità degli imputati dovranno essere accertate in sede giudiziaria.

Baby Gang e Simba La Rue, i precedenti giudiziari dei due trapper

Per Baby Gang si tratta dell’ennesimo capitolo di una vicenda giudiziaria già segnata da diversi procedimenti. Come ricostruisce Il Giorno, il trapper è stato recentemente condannato in secondo grado a un anno e sei mesi in relazione al possesso di una pistola con matricola abrasa a Milano. Anche Simba La Rue ha già avuto problemi con la giustizia. Il suo nome è legato alla cosiddetta “faida dei trapper”, una vicenda che aveva portato a una precedente condanna. E ora i due artisti tornano al centro dell’attenzione giudiziaria, questa volta per un episodio nato attorno a un prodotto musicale.

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