L’effetto Vannacci a Vigevano c’è stato, ma solo fino a un certo punto. Al primo turno il sostegno dell’ex generale aveva contribuito a portare Furio Suvilla oltre il 14%, trasformando la città ducale nel primo vero laboratorio elettorale di Futuro nazionale. Al ballottaggio, però, gli stessi elettori non hanno seguito l’indicazione di annullare la scheda o lasciarla bianca e hanno scelto prevalentemente il voto utile, contribuendo alla vittoria del candidato di Forza Italia Paolo Previde Massara.
Il risultato offre così una lettura a due facce. Vannacci ha dimostrato di poter mobilitare un’area elettorale autonoma e portare alle urne una parte della destra più radicale o distante dai partiti tradizionali. Non è però riuscito, almeno in questa occasione, a controllarne il comportamento quando la sfida si è ridotta a due candidati.
Previde Massara ribalta il primo turno
Paolo Previde Massara, sostenuto da Forza Italia, dalla lista civica Lab 27029 e con l’appoggio esterno di Fratelli d’Italia, ha conquistato il Comune con il 57,28% dei voti. Rossella Bruatti, candidata dell’ampia coalizione di centrosinistra, si è fermata al 42,72%. Il risultato ha ribaltato i rapporti di forza del primo turno, quando il centrosinistra aveva chiuso avanti di circa dieci punti. Vigevano resta quindi al centrodestra, ma cambia equilibrio interno: dopo sedici anni di amministrazione leghista, la guida della città passa nell’orbita di Forza Italia, mentre il Carroccio si prepara a sedere all’opposizione.
Il laboratorio elettorale dell’ex generale
Vigevano era diventata una prova politica particolarmente significativa per Roberto Vannacci. Prima del voto, l’europarlamentare aveva scelto Suvilla come candidato da sostenere ufficialmente, partecipando anche a un’affollata manifestazione in piazza Ducale. La lista Vigevano Futura ha ottenuto al primo turno poco più del 14%. Un risultato rilevante, anche se Suvilla, presentandosi con la stessa lista alle precedenti elezioni, aveva già raccolto circa il 6%. Il sostegno di Vannacci ha dunque più che raddoppiato il consenso della formazione civica, senza però consentirle di raggiungere il ballottaggio. Dopo il primo turno Suvilla ha rifiutato qualsiasi apparentamento. Vannacci ha quindi invitato i propri sostenitori a votare scheda bianca oppure ad annullarla, nel tentativo di non offrire appoggio né al centrodestra né al campo largo.
L’indicazione di Vannacci ignorata dagli elettori
L’appello non sembra aver prodotto l’effetto sperato. Il numero delle schede bianche e nulle è rimasto estremamente contenuto, mentre il netto recupero di Previde Massara indica che una quota rilevante degli elettori rimasti senza candidato ha scelto di partecipare comunque alla sfida. Secondo i flussi elettorali elaborati da YouTrend e riportati dal Manifesto, il 41% di chi aveva votato per la lista sostenuta da Vannacci al primo turno avrebbe poi scelto Previde Massara. Una quota più ridotta sarebbe invece confluita sulla candidata del centrosinistra. Il dato suggerisce che il voto raccolto da Suvilla fosse solo in parte direttamente controllabile da Futuro nazionale. Nel momento decisivo, molti elettori avrebbero privilegiato l’appartenenza all’area di centrodestra rispetto all’indicazione politica dell’ex generale.
Forza Italia: “Gli elettori hanno boicottato Vannacci”
Forza Italia ha interpretato il risultato come una doppia vittoria: contro il campo largo e contro la strategia di Vannacci. “Il risultato di Vigevano rappresenta una pagina storica per Forza Italia in Lombardia. Nella più grande città lombarda chiamata al voto, Forza Italia ha ottenuto una vittoria straordinaria, battendo campo largo e Vannacci”, ha dichiarato il coordinatore lombardo degli azzurri Alessandro Sorte. Sorte ha poi attaccato direttamente l’ex generale: “Il generale passerà alla storia per aver chiesto ai suoi elettori di annullare la scheda o lasciarla bianca. Una scelta che aveva un unico obiettivo: favorire il campo largo. Invece sono stati i suoi elettori a boicottare lui”. Anche Letizia Moratti ha letto il voto come una conferma della linea centrista: “Vigevano dimostra che gli elettori continuano a riconoscersi in una proposta politica moderata, liberale, popolare ed europeista”.
Un successo al primo turno, una sconfitta politica al secondo
Il risultato non cancella il dato ottenuto da Futuro nazionale nella prima tornata. Raccogliere oltre il 14% in una città di più di 60mila abitanti rappresenta un segnale politico che difficilmente può essere liquidato come irrilevante. È però altrettanto evidente che quel consenso non si è tradotto in un blocco compatto capace di seguire le indicazioni del leader.
Il sondaggista Antonio Noto ha spiegato che, secondo le sue rilevazioni, il movimento di Vannacci sottrarrebbe poco più di un punto e mezzo al centrodestra tradizionale, raccogliendo invece soprattutto tra gli astenuti e tra gli elettori di destra che non si riconoscono nell’attuale maggioranza. Vigevano confermerebbe almeno in parte questa lettura: Vannacci può attrarre consenso e creare una propria offerta politica, ma quando arriva il momento di scegliere tra centrodestra e centrosinistra una parte dei suoi sostenitori continua a riconoscersi nel primo campo.
E intanto la Lega prova a ricostruire
Il voto ha prodotto conseguenze anche nella Lega, fermatasi intorno al 12% al primo turno. Il partito ha commissariato il territorio e affidato la riorganizzazione a Gian Marco Centinaio. “Da domani ricostruiamo, perché c’è tanto lavoro da fare nella Lega su questo territorio”, ha dichiarato il commissario. Il tema supera tuttavia i confini di Vigevano, perché l’ascesa di Futuro nazionale interessa soprattutto il bacino elettorale leghista e pone a Matteo Salvini il problema di come recuperare la componente settentrionale e autonomista. In questo quadro si inserisce anche il tentativo di riportare Luca Zaia ai vertici federali e di rafforzare l’identità territoriale del partito. Vannacci non ha impedito al centrodestra di vincere Vigevano, ma ha mostrato di poter mettere sotto pressione soprattutto la Lega.
Vannacci incide, ma non decide
Il verdetto di Vigevano non autorizza quindi conclusioni assolute. Senza il sostegno di Vannacci, Suvilla difficilmente avrebbe raggiunto le percentuali del primo turno. Allo stesso tempo, l’ex generale non è riuscito a indirizzare quei voti nella fase decisiva né a impedire la vittoria del candidato azzurro. L’esperimento ha dimostrato che Futuro nazionale possiede una capacità di attrazione elettorale, ma anche che il suo consenso resta fluido e difficilmente disciplinabile. Vannacci ha inciso sulla campagna, sugli equilibri del centrodestra e soprattutto sulle difficoltà della Lega. Non ha però deciso l’esito del ballottaggio: a farlo sono stati elettori che, davanti alla scelta finale, hanno preferito il centrodestra alla scheda bianca.

