E’ di oltre 70 milioni di euro l’ammontare delle distrazioni accertate dai finanzieri del comando provinciale di Milano ai danni dei creditori di una societa’ operante nel magentino attualmente in concordato preventivo. Ventuno gli indagati a vario titolo, tra amministratori, membri del collegio sindacale e professionisti contigui al sodalizio criminale, per i reati di bancarotta fraudolenta e documentale, accusati di aver provocato il dissesto della societa’ attraverso operazioni di depauperamento del patrimonio sociale, tutte antecedenti alla richiesta di concordato preventivo.
L’operazione – spiega la Guardia di finanza – rappresenta l’epilogo di complesse ed articolate indagini, eseguite dalla compagnia di Magenta e coordinate dalla procura della Repubblica di Milano, che hanno portato ad accertare precise responsabilitÖ in capo ai soggetti indagati. Dopo un anno di accurate investigazioni e di elaborate analisi di bilancio e dei flussi finanziari, gli investigatori sono riusciti a far emergere il disegno criminale, causa del dissesto della societa’, ideato e condotto dall’imprenditore e dai suoi collaboratori. In particolare, l’imprenditore, dopo aver alienato il patrimonio immobiliare della societa’, ubicato a Magenta e Rieti, realizzava la somma di 54 milioni di euro che dissipava attraverso una serie di operazioni finanziarie infragruppo e con societa’ riconducibili ad un socio, noto professionista milanese.
Inoltre, venivano poste in essere altre operazioni dissipative realizzate mediante la destinazione di ulteriori risorse a favore di societa’ del gruppo, gia’ in grave dissesto, dando alle stesse erogazioni la parvenza di regolari finanziamenti infragruppo, talvolta coperte mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
