Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Beic, le chat tra Boeri e Caputo restano nel processo. I giudici negano un “setacciamento massivo” dei cellulari

Beic, le chat tra Boeri e Caputo restano nel processo. I giudici negano un “setacciamento massivo” dei cellulari

Per i giudici, l’acquisizione dei messaggi rientra nella normale ricerca della prova

Beic, le chat tra Boeri e Caputo restano nel processo. I giudici negano un “setacciamento massivo” dei cellulari
Stefano Boeri e Cino Zucchi

Le conversazioni tra gli architetti Stefano Boeri e Andrea Caputo entrano a pieno titolo nel processo sulle presunte irregolarità nel concorso internazionale per la realizzazione della Beic, la Biblioteca europea di informazione e cultura in costruzione a Milano. Il giudice della seconda sezione penale del Tribunale ha respinto l’istanza presentata dall’avvocato Guido Camera, difensore di Caputo, che aveva chiesto di dichiarare la nullità del decreto di perquisizione e sequestro eseguito nei confronti dei primi indagati e di escludere le chat dagli atti per inutilizzabilità.

Respinta la tesi del “setacciamento massivo”

Secondo la difesa, i contenuti del cellulare di Boeri sarebbero stati sottoposti a un “setacciamento massivo” e lo scambio con Caputo, emerso circa un anno dopo i primi accertamenti, avrebbe dovuto essere acquisito con un nuovo e autonomo provvedimento della Procura. Il Tribunale ha però escluso qualsiasi illegittimità. Nell’ordinanza con cui ha sciolto la questione, il giudice ha stabilito che il sequestro non ha rappresentato un’attività esplorativa nella corrispondenza privata, ma una normale ricerca della prova. Per la Procura, quelle conversazioni sono rilevanti per sostenere l’accusa di turbativa d’asta contestata ai professionisti finiti a processo. La difesa di Caputo, che aveva già sollevato la questione durante l’udienza preliminare, potrebbe riproporla in appello.

Acquisita la denuncia da cui partirono le indagini

Superata la questione preliminare, il processo è entrato nella fase istruttoria. Sono state acquisite la denuncia e la documentazione presentate subito dopo l’esito del concorso dall’architetto Emilio Battisti, nel frattempo deceduto. Proprio dalle sue segnalazioni avevano preso il via gli accertamenti della Procura. Il primo testimone ascoltato è stato un maggiore del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, che ha ricostruito l’attività investigativa e il funzionamento del concorso internazionale. Il finanziere ha illustrato i vincoli previsti dalla procedura, i rapporti professionali e personali tra alcuni degli imputati e l’obbligo di dichiarare eventuali conflitti di interesse, sia da parte dei concorrenti sia dei componenti della commissione. Il controesame è stato fissato per il 10 settembre.

Tra gli imputati figurano Cino Zucchi, presente in aula, Stefano Boeri, Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi, a capo della cordata vincitrice Onestudio, oltre a Pier Paolo Tamburelli dello studio Baukuh. Secondo l’accusa, Lunati e Floridi sarebbero stati legati a Boeri e Zucchi da rapporti professionali, mentre alcuni degli imputati avrebbero avuto anche rapporti di amicizia. Una delle contestazioni riguarda direttamente Andrea Caputo, il cui progetto si classificò al terzo posto. Per i pm Paolo Filippini e Giancarla Serafini, Caputo avrebbe comunicato a Boeri le “caratteristiche funzionali” del proprio lavoro, rendendolo così riconoscibile durante la procedura concorsuale. Il processo proseguirà ora con l’esame dei testimoni e con l’analisi degli elementi raccolti nel corso delle indagini, comprese le chat che il Tribunale ha deciso di mantenere nel fascicolo dibattimentale.