Sarà la relazione autoptica, attesa per dicembre, a chiarire le cause della morte della bambina di 2 anni deceduta il 9 settembre dopo essere stata inizialmente portata al pronto soccorso dell’ospedale di Rho e successivamente trasferita d’urgenza al Buzzi di Milano. Nel frattempo, l’inchiesta della Procura di Milano si concentra soprattutto su tempi e modalità degli interventi effettuati a Rho, per accertare se qualcosa avrebbe potuto essere fatto diversamente o prima. Nel fascicolo, coordinato dalla pm Rosaria Stagnaro e dal dipartimento diretto da Paolo Del Grosso, risultano al momento indagati per omicidio colposo tre medici della struttura sanitaria di Rho. Gli accertamenti sono condotti anche dai carabinieri del Nas.
La Tac aveva evidenziato un grave ingrossamento del colon
Secondo quanto emerso finora dalle indagini, nel pomeriggio dell’8 settembre la bambina, arrivata in ospedale con un forte mal di pancia e nausea, era stata sottoposta a una Tac che aveva evidenziato un grave ingrossamento del colon. Un elemento che ora dovrà essere valutato insieme al resto della documentazione clinica e alle cure somministrate, tra accertamenti diagnostici e terapia con flebo. La piccola, che aveva problemi di stipsi, avrebbe poi avuto un arresto cardiaco. Dopo le manovre di rianimazione e stabilizzazione, attorno alle 23 era stata trasferita al Buzzi di Milano, dove era arrivata già in condizioni disperate. Il decesso è avvenuto il giorno successivo.
Da chiarire se ci fosse una patologia pregressa o un’infezione
Al momento non è ancora possibile stabilire quale sia stata la causa della morte. Sarà l’autopsia, affidata al medico legale Lorenzo Franceschetti, a dover chiarire se la bambina soffrisse di una patologia pregressa oppure se si sia verificata un’infezione acuta. La relazione completa dovrà essere depositata entro 90 giorni dall’esame autoptico.
Il punto centrale dell’indagine resta dunque la ricostruzione del percorso seguito dalla bambina nelle ore trascorse all’ospedale di Rho: quali segnali clinici erano presenti, come furono interpretati, quali cure vennero adottate e soprattutto se i tempi del trasferimento al Buzzi fossero adeguati alle sue condizioni. L’obiettivo degli inquirenti è stabilire se il decesso possa essere riconducibile a errori o negligenze sanitarie, oppure se, nonostante gli interventi effettuati, si sia trattato di una tragica fatalità.


