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Milano

Dopo la seduta dello scorso lunedi', era solo una questione di numeri. La 'quadra' del provvedimento sul registro di fine vita nella sua versione piu' 'soft' era stata, infatti, trovata dalla maggioranza, ma la mancanza del numero legale, dovuta all'uscita dall'aula del centro-destra, aveva reso necessaria la seconda convocazione. Oggi, dunque, l'aula del Consiglio comunale ha dotato Milano dello strumento non di raccolta fisica, come avrebbe voluto l'area piu' progressista della maggioranza, ma di mera elencazione delle dichiarazioni di fine vita, donazioni di organi, cremazione e dispersione delle ceneri, vale a dire un registro da consultare per conoscere quale milanese e presso quale notaio abbia lasciato informazioni di 'fine vita'.

La delibera, approvata da 27 voti favorevoli, 4 contrari, un astenuto, ha visto la maggioranza ricomporsi (unica eccezione l'astensione di Elisabetta Strada) proprio sulla versione 'morbida' del provvedimento che esonera il Comune dal divenire depositario fisico di scelte che avrebbe anche potuto comportare problemi di privacy. Cosi' considerata 'innocua', la delibera ha trovato il voto favorevole anche dei cattolici del Pd. Per evitare divisioni, il Pdl e' uscito dall'aula, mentre la Lega, avendo lasciato liberta' di coscienza, ha espresso il voto favorevole del consigliere Igor Iezzi e i pareri contrari di Alessandro Morelli e Luca Lepore che si sono aggiunti a quelli di Riccardo De Corato (Fdi) e Mariolina Moioli.

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