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Milano
Bonomi e Trenord: "Io non ci andrò, non ci sono le condizioni"

di Fabio Massa

Ha letto l'articolo di Affaritaliani.it, Giuseppe Bonomi. E non è contento. "Mi hanno definito il manager della Lega, però la mia esperienza politica risale a 20 anni fa. Incredibile che si venga marchiati così", spiega ad Affari, raccontando la sua verità sulla nomina in Trenord e chiudendo di fatto a una qualunque ipotesi di sua nomina nella società che gestisce il trasporto su ferro: "Non mi pare ci siano le condizioni. Ci vorrebbe un turn around importante, occorre avere pienezza di poteri e fare scelte radicali. Ho altro da fare e avrò altro da fare"... L'INTERVISTA

Giuseppe Bonomi, è stato scavalcato per la terza volta?
No no, guardi, forse è meglio che chiariamo bene questa questione. Un anno e mezzo fa ho seguito a titolo gratuito, da esperto di trasporti, quel progetto che doveva portare secondo le indicazioni di Regione Lombardia e Comune di Milano, all'integrazione di Trenord e Atm. Era un progetto molto interessante per le ricadute che avrebbe potuto avere se attuato. In quei mesi ho provato a vedere qualche numero e la realtà delle due società. Mi sono occupato un po' di Trenord, ho visto la situazione che già all'epoca non era delle migliori. Immagino che quella situazione, vista la vacatio che c'è stata nel governo, sia peggiorata, ma è una mia deduzione.

E quindi?
Quindi non mi stupisce che qualcuno a cui abbiano proposto il ruolo di capoazienda si sia defilato.

Il punto però è che Maroni non la sta chiamando, eppure lei è quello che venne definito "l'unico manager della Lega".
Ma basta! Io ho fatto attività politica 20 anni fa. Sono passati 20 anni. Che per un'attività che ho fatto 20 anni fa mi si marchi ancora adesso è incredibile. Lo dico chiaro: mi sono rotto i coglioni di questa cosa. E' proprio vero: questo paese è indefinibile. Per quanto riguarda il discorso rispetto a Trenord, dico solo che non mi interessava e che non mi interessa. Non solo perché ho altro da fare ma perché credo che avrò altro da fare a breve. Andare in Trenord è una cosa lontanissima dai miei pensieri.

Mai avuto Trenord nei suoi pensieri?
E' stata una cosa sempre lontana, salvo quando guardavo a Trenord per la fusione con Atm.

Senta, ma con Maroni ci ha parlato?
Certo. Su tanti temi. Ho avuto colloqui con Maroni sulla situazione non solo di Trenord. Ma questo perché mi è stato richiesto un parere. Di ruolo non abbiamo mai parlato, anche perché avrei risposto: non mi pare ci siano le condizioni.

Perché non ci sono le condizioni?
Lo voglio dire chiaramente: occorre un turn around importante in quella azienda. Occorre avere pienezza di poteri, fare azioni magari anche radicali, poco popolari. Occorre che l'uomo o la donna che si mette là sia un uomo non solo forte, ma che sia un uomo e una donna che venga percepita come forte e che abbia il supporto deciso dell'azionista.

Che cosa intende per azionista?
Tecnicamente mi riferisco a FNM. E voglio dire che non mi pare che Fnm sia in grado di svolgere questo ruolo, ad oggi.

@FabioAMassa

Tags:
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