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Milano
Bussolati: “Sul Leoncavallo si discuta in aula”. L’intervista

di Fabio Massa

Lo ripete come un mantra, Pietro Bussolati, segretario metropolitano del Pd. “Non è il momento delle divisioni”. Ad Affari spiega: “Il libro di Pisapia? Avrei usato tempistiche diverse, ma non è il momento delle divisioni”. Poi, sul Leoncavallo: “Si discuta la delibera in consiglio, è un’opportunità per la città”. L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Segretario Bussolati, sul Leoncavallo Sel è molto dura con Basilio Rizzo.
Io penso che come Pd dobbiamo lavorare perché i programmi si rispettino. C’è bisogno che il Pd lavori prima di tutto su MM e case popolari, che sono la nostra priorità. Quella delibera sul Leoncavallo in effetti è una permuta ci dà modo di recuperare spazi in via Zama. Ci dà modo di recuperare spazi oggi nell’illegalità. 

E quindi?
E quindi la delibera va discussa. Punto. Non è che è cambiato qualcosa da quando Pisapia ha detto che non si sarebbe ricandidato.

E’ anche vero che però la delibera sul Leoncavallo divide anche il Pd.
No, perché il tema non è il Leoncavallo. Rispetto al Leoncavallo c’è un bando per capire che cosa fare di quello spazio. Non c’è motivo di divisione rispetto alla possibilità di riaprire spazi di periferia.

Beh, Boeri non la pensa così.
Boeri ha fatto delle critiche sulle tempistiche. Ma sul fatto che del Leoncavallo bisogna discutere siamo tutti d’accordo. Ripeto: Boeri ha posto un problema di bontà della permuta, che però è stata approvata dall’Agenzia delle Entrate, e un problema di tempistiche.

Cambiamo discorso. Il libro di Pisapia vi ha fatto venire il mal di pancia?
Guardi, io ho difeso il lavoro degli assessori presenti e passati. La maggior parte del libro di Pisapia è dedicata a raccontare come Milano è cambiata in questi anni. Ma la città è cambiata per il lavoro di un collettivo, non di un singolo.

Lei l’avrebbe scritto quel libro?
Forse con tempistiche diverse rispetto a quelle di Pisapia. Poi io lo dico chiaramente: il libro che vorrei scrivere con Pisapia è sul futuro della nostra città da Expo in avanti.

Condivide il giudizio di Pisapia su Carmela Rozza?
Carmela Rozza è stata sia da capogruppo che da assessore un elemento trainante e questo è riconosciuto un po’ da tutti, sindaco compreso. In Carmela c’è una determinazione forte. 

Pisapia avanza una critica forte al Pd, che viene rappresentato più come un poltronificio che un creatore di innovazione.
Prima di tutto diciamo che erano altri tempi e altre epoche. Al di là di questa notazione di merito io penso che tutte le figure che sono entrate in giunta abbiano tutte lavorato nell’interesse comune, non per una nicchia elettorale ma a disposizione di Giuliano Pisapia per un progetto ben più ampio. I risultati nel Pd sono merito anche di chi nel Pd è stato innovatore ai quei tempi.

Guardiamo al futuro: lei si candida a consigliere comunale?
Io non penso di partecipare. Su una partita così importante il segretario deve essere la regia, poi farò valutazioni con la mia segreteria, che dovrà rappresentare tutti i territori. Nella lista del 2011 una zona non era rappresentata minimamente, questa volta non avverrà. Per quanto riguarda la mia candidatura in consiglio ripeto: non ci sarebbe nulla di male, ma non ritengo opportuno farne parte.

Dopo l’annuncio e dopo il libro avete fatto una riunione di maggioranza.
Prima del libro, subito dopo l’annuncio, abbiamo fatto una riunione con i gruppi di maggioranza, per lavorare sui contenuti. Abbiamo condiviso la necessità di primarie, e l’individuazione di figure autorevoli per Milano per avere una memoria condivisa su questi ultimi cinque anni. Devo anche dire che sto lavorando con tutte le forze politiche su questi temi. Per quanto riguarda i contenuti Sel ha fatto la sua iniziativa, noi faremo la nostra a giugno.

A proposito del comitato dei saggi, chi ci sarà dentro?
E’ ancora presto per fare nomi, a inizio maggio sarà il momento per definirli. Sicuramente quello che serve è che facciano un’agenda condivisa. Quello che ci serve non sono primarie ognuno con un’idea differente. Non è il tempo di divisioni per un libro, ma è tempo di scrivere un libro condiviso. Expo dimostra che se non ci dividiamo ma lavoriamo insieme i risultati si raggiungono. Lo stesso approccio è su Milano 2016, non dividendoci sul gossip. Il Pd in questo è una forza di responsabilità, dove la coesione vince sulle differenze.

Ci sarà una moratoria al numero di candidati del Pd?
Assolutamente. Mille fiori fioriscano. Non ci sarà nessuna regola per ostacolare la partecipazione di chichessia. 

@FabioAMassa

Tags:
bussolatipdleoncavalloelezioniprimarie






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