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Milano
Cattaneo (Ncd) ad Affari: "La Lega di Maroni è meglio di quella di Salvini"

di Fabio Massa

Mette i paletti a Salvini, aggiunge stimoli all'azione di governo lombardo e lancia Lupi sindaco di Milano. Raffaele Cattaneo, presidente del consiglio regionale e leader di Ncd a Varese e in Lombardia, in un'intervista ad Affaritaliani.it spiega: "La Lega di Maroni non è la Lega di Salvini. Con Maroni si può governare. Si ostinano a nascondere questo problema ma esploderà". E ancora: "Il rimpasto? Invece dei partiti dovremmo badare alle competenze: il settore della sanità e dei trasporti sono in sofferenza". E infine, su Lupi: "La ricandidatura di Pisapia è un assist. Lupi è il miglior candidato possibile per tutto il centrodestra". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Presidente Cattaneo, la Lega avanza in Emilia. E questo pone problemi anche a voi...
Il centrodestra è come l'Inter o il Milan.

Non se la passano bene...
Infatti: il centrodestra è una squadra abituata a vincere che non vince più, che sta arrancando in zona retrocessione e che non ha gioco. Questo dicono le elezioni, le Europee come le Regionali. Il centrodestra come l'abbiamo conosciuto non vince più. Che cosa sperano i tifosi? Che cambi l'allenatore.

L'allenatore è Silvio Berlusconi.
Noi abbiamo sempre avuto un presidente allenatore che è Silvio Berlusconi. E' evidente che in questo momento bisogna rendersi conto che il presidente può andare avanti a fare il presidente ma non l'allenatore. C'è pure bisogno di qualche giocatore nuovo. Salvini a suo modo sta cercando di risolvere questo problema.

Sembra un complimento.
Sì, il problema è che lo sta facendo con una modalità che fa crescere la Lega Nord ma non farà vincere il centrodestra perché sulla posizione di Salvini non si raccoglierà mai la maggioranza che serve per governare. In Italia si vince al centro, mentre con Salvini siamo forti solo sulle ali estreme.

Una diarchia nel centrodestra è possibile?
Guardi, tutti sono preoccupati di definire il centrodestra come una zona geopolitica, un recinto. Anche Salvini è preoccupato di fare questo gioco, dicendo che Ncd deve star fuori dal recinto. Ma il centrodestra è innanzitutto un contenuto. E' molto concreto un quesito: ma il Jobs Act che toglie l'articolo 18, che riduce l'Irap per le imprese piuttosto che il bonus bebè è di destra o di sinistra? Io voglio definire il centrodestra in base ai contenuti. Se il bonus famiglia, nostra antica battaglia, lo sostiene il capo dei mangiapreti di sinistra, io mi alleo con lui. A Varese abbiamo pilotato un accordo sulla provincia con il centrosinistra e non con il centrodestra proprio in base ai contenuti.

Sia lo scenario nazionale che quello di Varese sono un problema politico anche per la Regione Lombardia, dove Ncd è al governo con la Lega.
Io nella coalizione che governa la Regione Lombardia sto ottimamente perché mi sento a casa mia. Con gli alleati che governano la Regione io mi sento bene, anche perché la Regione è governata da Maroni e non da Salvini. In consiglio abbiamo 12 consiglieri della Lista Maroni. Gli elettori che hanno votato la lista Maroni sono tantissimi. Quegli elettori seguiranno la linea di Salvini? Io credo proprio di no.

Perché?
L'elettorato di Maroni si incarnava con una continuità in una tradizione di buon governo di area moderata. Su questa posizione differente tra l'ex segretario e l'attuale segretario chi va in difficoltà è soprattutto Maroni. Io sto bene nel centrodestra anche perché c'è una differenza forte tra la Lega di Maroni e di Salvini. Entrambi si ostinano a nasconderla, ma nei fatti è del tutto evidente. Per esempio questo nodo sta emergendo nelle elezioni del Veneto, dove la linea di Tosi è certamente da quella di Salvini. Non a caso il mio collega presidente di Ncd del consiglio regionale del Veneto, ha fatto la fabbrica del centrodestra con Tosi. Occorre che la Lega sciolga questo dilemma, perché il futuro della Regione dipende anche da questo.

Questo ci porta al rimpasto in Lombardia.
Se per rimpasto si intende mero aggiustamento per ragioni di equilibri interni a Fi o alla Lega, questo può essere comprensibile negli equilibri politici che ci devono essere per governare una Regione. Ma intendiamoci: non è quello che adesso serve alla Lombardia. Il tema del rimpasto credo abbia senso affrontarlo in modalità diversa.

In che senso?
La domanda è: dopo un anno e mezzo della X legislatura siamo soddisfatti di come sta lavorando la Giunta oppure no? Io credo che ci siano due grandi ambiti su cui occorre un miglioramento significativo. Premetto che non lo dico per picconare, ma in senso costruttivo. C'è una domanda di miglioramento nella sanità e nel campo delle infrastrutture e dei trasporti.

Sta mettendo nel mirino gli assessori Cavalli e Mantovani?
No, è una considerazione oggettiva. Cavalli e Mantovani sono persone che stimo. Però vorrei fare un esempio su un fatto preciso: io ho smesso di fare l'assessore alle Infrastrutture due anni fa. Quando ho smesso la puntualità dei treni era a oltre il 90 per cento. Ora è al 70 per cento. Qualcosa deve essere capitato, no? Io non vedo da parte della giunta regionale la capacità di aggredire i problemi, anche sulla sanità, con il coltello tra i denti per risolverli. Siamo sicuri che la questione si risolve se anziché l'assessore Cavalli o Mantovani, mettiamo l'assessore Sorte o Sala o Gallera? Mi sembra che questo modo di approcciare il preoblema sia un po' asfittico.

Parlava di treni. Intanto in Trenord arriva un nuovo ad, Laura Farisé e l'ex ad Biesuz viene condannato per altre questioni.
Mi spiace per la condanna di Biesuz per tante ragioni, non ultima per la sua persona. Nel suo lavoro in Trenord ha fatto bene l'ad, anche se dopo le cose che abbiamo scoperto sono state mortificanti per tanti e anche per me. Il mio giudizio sul suo lavoro è sicuramente positivo. La dottoressa Farisé mi ha fatto un'eccellente impressione. Può riprendere un percorso di miglioramento di Trenord. Perché non è vero che Trenord è stata un'idea sbagliata. Non ci sarebbero stati i grandi risultati della prima fase della sua vita, se questo fosse vero. Il problema che quel percorso ha subito un'interruzioni quando c'è stata la crisi della giunta Formigoni e poi il crash del sistema informativo e l'arresto di Biesuz. Da quella situazione, grazie al lavoro di Legnani, Trenord si è ripresa per quanto riguarda la gestione ordinaria, ma non nella ricerca della qualità anche con idee originali. Quella volontà si è perduta. Io mi auguro che il nuovo ad abbia la forza di risvegliare le energie di quella azienda.

Esiste un problema di catena di comando, come evidenziava in una intervista Bonomi. Cioè che la Regione non è più l'azionista di riferimento?
Anche noi della Giunta Formigoni abbiamo sempre rispettato l'autonomia dei consigli delle società. Ma un conto è rispettare l'autonomia dei dirigenti, un conto è rinunciare alla funzione di indirizzo strategico che è propria dell'azionista. Io capisco che Maroni voglia sottolineare la necessità di rispettare l'autonomia ma dico anche che la Regione non può rinunciare alla funzione di indirizzo strategico del sistema. Per una ragione semplice: se i treni non funzionano, i pendolari non è che dicono che la colpa è dell'ad. Ma dicono che la colpa della Regione. La Regione non può sottrarsi a questa responsabilità.

Chiudiamo su milano. Pisapia sembra orientato alla ricandidatura. Lupi intanto si fa vedere nei quartieri popolari e anche Formigoni pare aver superato le freddezze della campagna delle Europee su di lui...
La candidatura di Pisapia è uno straordinario assist per il centrodestra. Il clima a Milano è tuttaltro che entusiasta. Basti pensare alle case popolari o al Seveso. Il centrodestra non deve sprecare questa occasione, facendo prevalere le divisioni e le considerazioni di natura partitica, rispetto alla scelta che meglio può in città rappresentare gli elettori. Oggi Lupi è le persona che ha di più le caratteristiche che possono riportare Milano al centrodestra. E' cresciuto in un quartiere come Baggio, è un milanese delle periferie che è sempre stato orgoglioso della sua milanesità, che conosce i problemi. E' stato uno degli assessori più forti della giunta Albertini, ha fatto bene il ministro delle Infrastrutture. QUando va nei mercati la gente lo apprezza, gli stringe la mano, lo sente vicino, lo conosce. Lupi ha questa empatia. Se il centrodestra si facesse scappare una risorsa così evidentemente vorrebbe dire che hanno prevalso logiche di recinto.

@FabioAMassa

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