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di Fabio Massa

Raffaele Cattaneo, presidente del consiglio regionale, rilascia la sua prima intervista a 360 gradi ad Affaritaliani.it. Partendo dalla vicenda dei tagli. "Il costo del caffè che torna a un euro è un segnale di forte valore simbolico. Ovviamente non si faranno risparmi significativi, ma era importante darlo. Il fondo in dotazione all'ufficio di presidenza? Annullarlo vuol dire bloccare il consiglio. Sono stati fatti tanti tagli, e altri se ne faranno sui gruppi". Sull'ipotesi di un assalto della Lega alle posizioni cielline dopo l'addio di Formigoni, Cattaneo si augura "che sia il merito l'unico criterio e non il fatto che qualcuno appartenga o no a un movimento di idee o confessionale o ecclesiastico". E ancora, sull'ipotesi di Colozzi segretario generale, Cattaneo spiega: "Io guardo al merito, non se uno è un amico o no. Se mi dovessero arrivare richieste di lottizzazione, le respingerò". Infine, sui voti del Pd nella terza votazione, il presidente dice: "E' un forte segnale politico che ho colto..."

Presidente Cattaneo, il suo primo atto è stato quello di tagliare il privilegio della tazzina di caffè scontata. E' c'è stato qualche malumore. Sta diventando grillino?
No, no, sto solo concretizzando le cose che ho detto, come mio solito. Non mi piace dire parole al vento: avevo auspicato con chiarezza nel mio intervento d'insediamento che avrei voluto dare alcuni segnali di forte valore simbolico e questo è un primo segnale che abbiamo voluto dare. Sono perfettamente consapevole che è un simbolo, non è sul caffè che si faranno risparmi significativi ai costi della politica. Ma credo che la gente in questo momento abbia bisogno di vedere anche che il messaggio è stato recepito e che alcuno privilegi non giustificati possono cessare. Se i consiglieri regionali pagano il caffè un euro come tutti gli altri, è una cosa normale. Non abbiamo obbligato i dipendenti e i visitatori di fare lo stesso, ovviamente. Però hanno la facoltà di adeguarsi anche loro a questo percorso, sapendo che la differenza finirà in un fondo di solidarietà.

Oltre al caffè, adesso, c'è chi dice di mettere in discussione il fondo in dotazione all'ufficio di presidenza del consiglio...
Credo che il tema sia più complessivo. Stiamo parlando dell'insieme dei fondi che garantiscono il funzionamento del consiglio regionale e delle strutture di diretta dipendenza del consiglio e della giunta. Dentro questo ci sono i fondi dei gruppi consigliari, delle segreterie, degli assessori. Tutta questa materia dovrà essere oggetto di un intervento in tempi molto rapidi, perché dobbiamo applicare una legge nazionale, che ha sforbiciato del 50 per cento circa i fondi del personale dei gruppi, e del 75 per cento i fondi del funzionamento dei gruppi. Il consiglio sarà chiamato a fare un sacrificio molto grave.

E l'Ufficio di Presidenza?
Come ho detto anche ieri, userò un criterio: il non confondere i costi della casta con le spese necessarie per il funzionamento della democrazia. Non ho intenzione di rincorrere nessuna deriva, come forse mi hanno accusato un po' impropriamente colleghi consiglieri, né grillina né antipolitica. Ho intenzione di esercitare una funzione delicata che deve al tempo stesso cancellare i privilegi e garantire il funzionamento delle istituzioni. Per quanto riguarda l'ufficio di presidenza, nulla c'è nelle norme. In questi anni il budget dell'ufficio di presidenza è stato già molto contenuto. Il presidente della giunta ha un diritto a uno staff di 19 persone, il vicepresidente della giunta 15, gli assessori 12. Il presidente del consiglio regionale è di cinque persone. C'è già una differenza molto consistente. Se vogliamo che il consiglio regionale non funzioni più, basta azzerare i fondi dell'ufficio di presidenza. Questi non sono costi della casta.

Lei ha indicato tra i suoi maestri Formigoni e Bassetti. In Regione sta avvenendo una "sostituzione di potere". Pensa che ci sarà un assalto alle postazioni cielline?
Io ho ringraziato tutti i presidenti e ne ho citati due: il primo e l'ultimo. Formigoni e Bassetti sono due miei maestri di vita e politica. Che poi sia in atto una fase nuova, dopo la conclusione di un ciclo, è nei fatti. Roberto Formigoni ha governato a lungo: la Storia darà il giudizio che Formigoni merita. Il tempo restituirà al lavoro di Formigoni il merito che gli è dovuto: in questi 18 anni la Regione è molto migliorata. Per quanto riguarda la Lega è comprensibile che voglia lasciare il tempo e cambiare. Questo però deve essere fatto con equilibrio e rispetto per la qualità. Mi sorprenderei che il giudizio sulle persone, anziché partire dal merito, parta dalla constatazione che appartengano o no a qualche movimento di pensiero, ecclesiale o politico.

Passiamo al segretario generale del consiglio regionale. E' di sua nomina. La Lega lo rivendica. Su Affari abbiamo scritto che però sarà Colozzi...
Il criterio del merito e della qualità deve essere l'unico criterio per le posizioni dirigenziali. Non ho mai pensato e non comincerò a farlo adesso, che è meglio avere un dirigente amico e compagno di partito benché incapace. Non conta la tessera di partito, ma la bravura. Ma è vero anche il contrario: se un amico è capace, perché non prenderlo in considerazione? In questo senso non ho ricevuto dalla Lega richieste di lottizzazione delle posizioni dirigenziali. Non credo che le riceverò, ma nel caso qualcuno intendesse avanzarmele, sappia che io le respingerò al mittente. Su Colozzi dico che le posizioni più delicate presuppongono un rapporto fiduciario. Maroni si è scelto Gibelli.

Sta dicendo che se si sceglierà Colozzi nessuno si deve scandalizzare?
Esatto. A meno che uno non dovesse dire che Colozzi è un incompetente. Ma se uno ha le competenze, che sia Colozzi o altri, non ci può essere scandalo.

Lei è presidente di un consiglio a forte trazione leghista, tra lista civica e Carroccio. Questo la preoccupa?
No perché abbiamo avuto con la Lega una lunga storia di collaborazione...

Sì, ma la maggioranza relativa eravate voi del Pdl.
Avrei preferito lo fossimo ancora. Ma rispondo alla domanda: non mi preoccupa un consiglio a forte trazione leghista. Credo di conoscere le modalità per una proficua collaborazione.

Nella terza votazione lei ha ottenuto voti anche da parte dell'opposizione. Le ha fatto piacere?
E' un segnale che mi ha fatto piacere. Ricostruiamo i fatti: nelle prime due votazioni ho ottenuto 46 voti anziché i 49 della maggioranza. Ci sono state tre schede bianche. E' ragionevole ipotizzare che queste tre schede ci siano state anche nella terza votazione. Se così fosse, vuol dire che ho ottenuto cinque voti del centrosinistra. Questo fatto è un segnale politico che io ho colto e apprezzato, che mi richiama ancor di più a svolgere le funzioni di presidente del consiglio come garante dei diritti di tutta l'assemblea.

@FabioAMassa

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