Nonostante la pioggia, numerosi cittadini si sono radunati nel pomeriggio di mercoledì 21 ottobre in piazza Scala, davanti a Palazzo Marino, per partecipare al presidio contro la violenza promosso dalla Cgil Milano. Un’iniziativa organizzata in risposta ai disordini, ai saccheggi e alle devastazioni che hanno interessato il centro cittadino nello scorso fine settimana. Alla manifestazione hanno aderito, tra gli altri, il Partito Democratico, l’Anpi, l’Arci e diverse realtà associative.
Stanzione (Cgil): “Milano democratica risponde alla violenza con l’inclusione”
“Qui c’è la risposta grande di una città che scende in piazza per dire no alla violenza”, ha dichiarato Luca Stanzione, segretario della Cgil Milano, sottolineando la necessità di rafforzare le politiche sociali. Secondo il sindacalista, il governo non starebbe investendo sufficientemente nell’inclusione, lasciando gli enti locali in difficoltà a causa dei tagli, anche nel settore scolastico. “Qui c’è una Milano democratica che dice con chiarezza che le politiche di inclusione sono una risposta”, ha aggiunto Stanzione, criticando anche la decisione di rafforzare la sicurezza cittadina attraverso l’invio dell’esercito: “Noi da sempre diciamo che mancano 350 poliziotti a Milano, ma arrivano 500 militari dell’esercito, che è una cosa diversa”.
L’Anpi: “Capire le ragioni del malessere dei ragazzi”
In piazza anche l’Anpi, rappresentata dal presidente milanese Primo Minelli, che ha invitato a interrogarsi sulle cause sociali dei disordini. “Bisogna capire le ragioni di quello che è successo, le ragioni di un malessere che esistono”, ha affermato. Minelli ha quindi messo in guardia sulle possibili conseguenze politiche delle violenze: “A questi ragazzi va spiegato che le loro azioni stanno svegliando i mostri della destra più autoritaria di questo Paese”. Tra i manifestanti, oltre alle bandiere della pace e a quelle di Cgil, Pd e Movimento 5 Stelle, anche cartelli con la scritta “No alla violenza, sì ad attuare la Costituzione antifascista”.
Azione diserta il presidio: “Doveva essere una piazza civica, senza simboli di partito”
Non tutte le forze politiche hanno però condiviso le modalità della mobilitazione. Azione ha scelto di non partecipare e il segretario cittadino Francesco Ascioti ha criticato la presenza delle bandiere di partito. Secondo Ascioti, infatti, quella contro la violenza avrebbe dovuto essere “una piazza aperta e civica”, senza simboli politici. Una presa di distanza che evidenzia le differenti sensibilità anche tra le forze che hanno condannato i disordini del fine settimana.
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