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Milano

La Chiesa ambrosiana vive questo momento contenta, unita, desiderosa di conoscere il nuovo Papa e già predisposta a vivere in comunione con lui. La sorpresa di questa elezione inattesa è un segno di come lo Spirito Santo operi nelle scelte delle persone. Del resto la Chiesa vive di continue novità: le stesse dimissioni di Benedetto XVI e la sfasatura tra le previsioni e l’elezione di questo Papa ne sono un esempio. I credenti non possono essere deterministi, bisogna sempre pensare che il prossimo passo sia nuovo, fa parte della logica della fede.

E questo Papa che arriva da un continente “lontano” è nun segno tangibilie della “cattolicità”, cioè dell’unità e dell’universalità della Chiesa. Nello stesso tempo, però, la terra natale del Papa ha una particolare parentela con l’Italia, visto il grande numero di argentini che ha origini italiane, come lo stesso Pontefice. E anche il nome che il Papa si è imposto, Francesco, salutato dai media come una delle prime grandi novità di questo Pontificato, “parla” un po’ italiano: non possiamo non pensare a Francesco d’Assisi.

Monsignor Mario Delpini, Vicario generale della diocesi di Milano

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