Centinaia di uomini e donne della Polizia stanno eseguendo, in Lombardia e in altre regioni italiane, arresti e sequestri di beni (mobili, immobili e societa’) del valore di decine di milioni disposti dal gip del Tribunale di Milano, oltre a decine di perquisizioni.
Sono 34 le persone arrestate tra la Lombardia e altre regioni nella maxi-operazione anti-‘ndrangheta in Brianza. A Seveso alcuni degli indagati avevano addirittura costituito una banca clandestina con la copertura e collusione di dipendenti postali, bancari e imprenditori, fondi reimpiegati nel controllo di attivita’ varie, dall’edilizia al commercio
La Polizia di Stato di Milano ha arrestato 33 persone per il reato di associazione mafiosa, riciclaggio, usura, estorsione, corruzione, esercizio abusivo del credito e intestazione fittizia di beni e societa’; reati in gran parte aggravati dall’utilizzo del metodo intimidatorio tipicamente mafioso e dalla finalita’ d’agevolare l’attivita’ dell’associazione mafiosa. Le indagini hanno evidenziato che il sodalizio, assumendo anche la reggenza della “locale” di ‘ndrangheta di Desio (espressione della famiglia calabrese in Brianza) ha approntato e gestito a Seveso (MB) una vera e propria “banca clandestina” attraverso cui sono stati commessi i reati, anche grazie a un’ampia rete di societa’ di copertura e alla collusione di dipendenti postali e bancari e di imprenditori.
Praticando l’usura e il riciclaggio di flussi di denaro di provenienza delittuosa, l’organizzazione, oltre a esportare capitali in Svizzera e a San Marino, li ha reimpiegati acquisendo il controllo di attivita’ economiche, in particolare nel settore edilizio, dei trasporti, della nautica, delle energie rinnovabili, del commercio, della ristorazione, e degli appalti e lavori pubblici.
