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Milano


L’obiettivo ora è trovare ancora 40 milioni di euro. A tanto ammonterebbe infatti il disavanzo del Comune, anche dopo aver messo in conto gli aumenti delle aliquote Irpef e Imu. Come era ampiamente previsto, e come aveva anticipato la stessa assessore al Bilancio, Francesca Balzani, l’ossigeno per le casse del Comune è arrivato dai tagli sulla parte del bilancio definita più “elastica”, cioè quella delle spese correnti dei diversi assessorati, e in seconda battuta dalla leva fiscale. Ma quei 40 milioni che ancora mancano arriveranno molto probabilmente anche agendo sulla parte del bilancio di Palazzo Marino ritenuta meno flessibile (che comprende anche il contratto di servizio con Atm), e forse ritoccando quelle tariffe che vengono pagate direttamente dai cittadini. Andiamo con ordine. Partiamo dai tagli: in due mesi di lavoro, la spesa corrente è stata ridotta all’osso. Ormai tre settimane fa avevamo spiegato come pesanti rinunce, anche nel settore dei servizi sociali, avessero portato il buco di bilancio a ridursi da 437 a 298 milioni. Ulteriori due settimane di lavoro hanno consentito altre limature, per arrivare a un passivo di 231 milioni.

Di più non si poteva fare. Se non, appunto, mettere mano alla leva fiscale. E qui si arriva al capitolo tasse. È il più 'semplice', ma anche quello politicamente più spinoso, tanto che sarà il primo provvedimento ad essere messo ai voti. Con una delibera che verrà messa a punto in questi giorni, si riusciranno a trovare 192 milioni grazie all’aumento di addizionale Irpef e Imu. La prima imposta salirà per tutti allo 0,8%, risparmiando solo i redditi inferiori ai 15.000 euro. L’anno scorso si pagava solo dai 35.000 euro in su, e l’aliquota dello 0,8% era applicata solo al di sopra dei 70.000 euro. Aumenti che porteranno 110 milioni di euro in più. Salirà allo 0,55% invece l’Imu sulla prima casa, che l’anno scorso il Comune aveva fermato allo 0,4%. Dagli immobili si dovrebbero così ricavare ulteriori 82 milioni rispetto alle entrate del 2012. Ma Palazzo Marino non rinuncia a porre una serie di precise richieste al governo. Il bilancio preventivo dovrebbe essere approvato entro il 30 giugno, come richiedono le norme sugli enti locali. Ma Sindaco e Assessore hanno voluto lanciare “una sfida politica” al governo, che passa da una richiesta: consentire al Comune di tenere il bilancio “aperto” fino al 31 agosto, la data entro la quale l’esecutivo ha annunciato di voler varare una riforma fiscale che ridisegni le competenze anche degli enti locali.

A quel punto, infatti, si dovrebbe conoscere la sorte dell’Imposta municipale unica, di cui il governo ha sospeso il pagamento proprio fino alla riorganizzazione di agosto, garantendo nel frattempo un anticipo contabile ai Comuni, che dunque possono in ogni caso scrivere la cifra a bilancio. “Come è possibile chiudere il bilancio senza sapere quello che sarà nei prossimi mesi?”, ha osservato comunque il Sindaco, lanciando, appunto, la sua vera richiesta all'esecutivo. La speranza è che la ‘nuova’ Imu lasci tutto il gettito nelle casse dei Comuni. Se così fosse, non ci sarebbe bisogno neanche di aumentare le tasse. Nel 2012, infatti, 340 milioni dei 726 riscossi complessivamente da Milano attraverso l'imposta sulla casa sono stati girati allo Stato. Per ora, dal governo non sono arrivate risposte positive, ma Pisapia spera che la sua richiesta sia rafforzata da quella di altre città e dalla stessa Associazione nazionale dei Comuni. Intanto, a Palazzo Marino i lavori proseguiranno per essere pronti comunque a varare il bilancio preventivo entro fine giugno. Comunque vada la partita col governo, per arrivare al pareggio di bilancio restano ancora da trovare circa 40 milioni. Su questo punto Sindaco e Assessore non si sono sbottonati, limitandosi a osservare come diverse tariffe a Milano siano ferme da anni, sia quelle dei servizi erogati direttamente dal Comune, sia, ad esempio, i prezzi degli abbonamenti Atm. È del resto il capitolo più delicato, perché un aumento di alcuni servizi sarebbe immediatamente misurabile dai cittadini in termini di costi più elevati, al di là delle imposte. L'unico provvedimento portato in Giunta, per ora, sarà proprio l'aumento di Imu e Irpef. Quello delle tariffe per ora è solo un'ipotesi, che però per molte voci potrebbe diventare realtà, proprio per coprire i 40 milioni mancanti.

Da chiamamilano.it

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