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Milano
Convegno omofobia, la Regione tira dritto: "Primo di una serie"

Dopo le polemiche dei giorni scorsi la Regione tira dritto sull'organizzazione del convegno 'Difendere la famiglia per difendere la comunita'', in programma il 17 gennaio a Palazzo Lombardia e patrocinato con il logo dell'Expo. Le opposizioni in Regione, ieri hanno criticato il patrocinio al convegno, sostenendo che verranno trattati "posizioni di parte, contrarie ai diritti delle persone omosessuali". La Regione ha pero' rigettato le critiche e in conferenza stampa, questa mattina, l'assessore Culture, Identita' e Autonomie, Cristina Cappellini (Lega Nord), ha sostenuto che "non si tratta di un convegno 'a spot'" ma di "una tappa di una serie di iniziative che Regione Lombardia sta mettendo in campo a tutela e sostegno dell'istituzione famiglia". Il contenuto del convegno e' "l'istituzione famiglia in quanto nucleo fondamentale di una comunita' come si evince chiaramente dal titolo, travisato volutamente da una certa parte di stampa". La Lombardia, ha aggiunto Cappellini, "non ha assolutamente interesse a intervenire nella sfera intima e individuale delle persone bensi' sui risvolti sociali di campagne che strumentalizzano persino le persone omosessuali per tentare di colpire e disgregare i nostri capisaldi sociali". Un esempio, secondo l'assessore, e' la "teoria gender, che inizia ad essere divulgata tra i piu' piccoli per professare addirittura l'annullamento delle identita' sessuali". Nel corso della conferenza stampa, l'assessore Cappellini ha letto anche un messaggio di sostegno all'iniziativa del presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo (Ncd). Nel suo intervento, il capogruppo della Lega Nord al Pirellone, Massimiliano Romeo, ha spiegato: "I gay sono per anticonformisti e alla maggior parte di loro non interessa affatto sposarsi. Sono solo una minoranza chiassosa di attivisti. Le associazioni che dicono di difendere i loro diritti in realta' li stanno sfruttando per andare al potere". Alla conferenza stampa erano presenti anche i capigruppo al Pirellone della Lista Maroni (Stefano Bruno Galli) e di Fratelli d'Italia (Riccardo De Corato), Luigi Amicone (Fondazione Tempi) e Marco Invernizzi (Alleanza Cattolica). Da parte sua De Corato ha spiegato che "c'e' una messa in discussione della famiglia". Dunque "non c'e' nessuna intenzione di discriminare i gay ma si vuole difendere la famiglia, un'istituzione difesa dalla Costituzione e dall'Onu". Galli, invece, ha parlato di "polemiche montate ad arte".

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regione lombardia







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