Fabrizio Corona scende nell’arena politica. Lo fa nel modo più prevedibile per un personaggio che negli ultimi anni ha costruito sul web la propria nuova centralità mediatica: un video su YouTube, un simbolo e oltre venti minuti di invettive, slogan e proposte. Il nome scelto per il movimento è “Per la Verità”. E il paragone con chi trasformò una presenza dominante nei media in un progetto politico arriva direttamente da lui: “Sono il nuovo Berlusconi”.
Corona si descrive come una versione “più giovane, più pulita e più trasgressiva” dell’ex presidente del Consiglio e rivendica come principale obiettivo quello di “far fare soldi al nostro Paese”. Il movimento viene presentato come “liberale e antisistema” e punta a superare, almeno nelle intenzioni del fondatore, la tradizionale contrapposizione tra destra e sinistra.
Il “nuovo Berlusconi” (che non può essere eletto)
C’è però un ostacolo tutt’altro che secondario nella nuova avventura di Corona: il suo nome non può comparire su una scheda elettorale come candidato. La ragione risale alla condanna definitiva per il caso David Trezeguet. Nel 2013 la Cassazione rese definitiva la condanna a cinque anni di reclusione, mille euro di multa e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali. L’articolo 28 del Codice penale prevede, tra gli effetti dell’interdizione, la perdita del diritto di elettorato e di eleggibilità finché la pena accessoria resta efficace.
Corona può dunque fondare e guidare un movimento, elaborarne il programma, partecipare alla campagna politica e sostenere eventuali candidati. Ma, allo stato delle informazioni pubbliche disponibili, non può candidarsi personalmente né essere eletto. Un limite con il quale si era già scontrato nel 2023, quando aveva annunciato una candidatura al Consiglio comunale di Catania poi non concretizzatasi proprio per l’interdizione.
Dall’immigrazione alle droghe: il programma di “Per la Verità”
Nel video Corona attacca senza distinzioni l’attuale classe politica e il governo, accusando i partiti di non rappresentare più il Paese. Tra i temi affrontati ci sono sanità e liste d’attesa, immigrazione, salari, uso dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro e informazione televisiva. Sull’immigrazione propone una linea restrittiva nei confronti di chi è irregolare o viola la legge. Su altri fronti assume invece posizioni libertarie: propone di regolamentare la prostituzione come attività economica e di legalizzare le droghe, sostenendo che lo Stato potrebbe ricavarne entrate. Tra le idee lanciate c’è anche una maggiore tutela dei lavoratori rispetto alla sostituzione attraverso sistemi di intelligenza artificiale.
Il tutto condito con il consueto registro provocatorio. Corona arriva anche a ipotizzare il peso elettorale della sua creatura, parlando della soglia del 3% come di un possibile spartiacque. Per ora, però, “Per la Verità” resta un movimento lanciato attraverso il suo canale e non una forza politica che abbia già affrontato una competizione elettorale.
I guai giudiziari e il processo con Meloni parte civile
La nuova incursione nella politica arriva inoltre mentre Corona continua a fare i conti con diverse vicende giudiziarie. Tra queste c’è il processo in corso a Milano per diffamazione aggravata che vede Giorgia Meloni parte civile. Il procedimento riguarda un articolo pubblicato nell’ottobre 2023 su Dillingernews.it, sito riconducibile a Corona, nel quale veniva attribuita alla presidente del Consiglio una presunta relazione sentimentale con un ex deputato, anche lui costituito parte civile.


