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Coronavirus: in Lombardia ancora oltre 600 i positivi, decessi +134

Ancora una volta il Milanese è la provincia con più nuovi casi (+182), a Milano città +86 positivi rispetto a ieri

Coronavirus: in Lombardia ancora oltre 600 i positivi, decessi +134
07 maggio
Ancora una volta il Milanese è la provincia con più nuovi casi (+182), a Milano città +86 positivi rispetto a ieri

Coronavirus: in Lombardia ancora oltre 600 i positivi, decessi +134

In Lombardia al 7 maggio i casi di coronavirus sono in totale 80.089 (+689 da ieri, ai quali vanno aggiunti 31 casi riguardanti il mese di aprile e rendicontati oggi). I decessi salgono a 14.745 (+134), in terapia intensiva ci sono 480 pazienti (stabili rispetto a ieri), i ricoverati non in terapia intensiva sono 5.848 (-231). Questi i dati per provincia: MI 20.893 (+182) di cui a Milano città 8.766 (+86), BG 11.622 (+35), BS 13.391 (+124), CO 3.440 (+39), CR 6.178 (+27), LC 2.419 (+38), LO 3.204 (+49), MN 3.221 (+4), MB 4.974 (+81), PV 4.652 (+31), SO 1.266 (+36), VA 3.073 (+24 ai quali vanno aggiunti 31 casi riguardanti il mese di aprile e rendicontati oggi). I tamponi totali effettuati sono 455.294 (15.488).

 

Astuti: “Lombardia, perchè così pochi tamponi?”

Commenta Samuele Astuti, professore presso l’università Carlo Cattaneo e Consigliere Regionale Lombardia del Pd (QUI LA DASHBOARD con i dati interattivi): “I dati diffusi oggi dalla fondazione GIMBE sono molto interessanti.La Lombardia, che è la Regione di gran lunga più colpita dal virus, sta facendo meno tamponi al giorno di altre otto regioni italiane, più le due province autonome. Non solo il Veneto, quindi, ma anche l’Emilia Romagna, il Piemonte, la Liguria e perfino l’Umbria fanno meglio. Nonostante gli annunci dell’assessore alla sanità, in Lombardia il controllo sui pazienti Covid, sui loro contatti e sui lavoratori esposti è ancora molto limitato, e questo è un problema, soprattutto in questa delicata fase di riapertura condizionata nella quale un nuovo aumento dei contagi e dei ricoverati rischierebbe di riportarci al lockdown”.

Le regioni italiane sono state suddivise in cinque classi sulla base dei tamponi al giorno per 100mila abitanti:

1.oltre i 250 – nessuna regione

2.tra 130 e 249 – Provincia autonoma di Trento, Valle D’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Friuli-Venezia Giulia

3.tra 100 e 129 – Piemonte, Emilia-Romagna, Umbria, Liguria

4.tra 60 e 99 – Lombardia, Marche, Basilicata, Toscana, Molise, Abruzzo, Lazio

5.inferiori a 60 – Sardegna, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia

Aggiunge Astuti: “Come scrive la stessa Fondazione GIMBE, «I dati confermano la resistenza di alcune Regioni ad estendere massivamente il numero di tamponi, in contrasto con raccomandazioni internazionali, evidenze scientifiche e disponibilità di reagenti» Ma perché si fanno pochi tamponi? Secondo il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta, il Governo «deve neutralizzare comportamenti opportunistici delle Regioni finalizzati a ridurre la diagnosi di un numero troppo elevato di nuovi casi che, in base agli algoritmi attuali, aumenterebbe il rischio di nuovi lockdown» Se la spiegazione fosse quella che dà Cartabellotta sarebbe gravissimo.