Un eccessivo impiego delle procedure di affidamento diretto in materia di appalti favorisce la corruzione: e’ quanto emerge da uno dei passi salienti della relazione del presidente della Corte dei Conti della Lombardia Claudio Galtieri, tenuta oggi a Milano in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario. “La cattiva amministrazione e la gestione inefficiente sono il terreno fertile su cui puo’ inserirsi il fenomeno della corruzione – ha detto Galtieri – che va combattuto oltre che con la recente legge del 2012 anche ponendo attenzione agli effetti concreti di quella legislazione che nell’ottica di semplificare e rendere piu’ tempestiva l’azione amministrativa finisce in realta’ col favorire fenomeni di distorsione nell’uso delle risorse pubbliche”. I dati dell’Anac richiamati da Galtieri sull’uso eccessivo degli affidamenti diretti in materia di appalti comportano, ha ricordato il presidente, “evidenti diseconomie di scala”. Vanno inoltre considerati gli effetti negativi della recente abolizione del periodo di moratoria tra individuazione del contraente e stipulazione del contratto.
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Un eccessivo impiego delle procedure di affidamento diretto in materia di appalti favorisce la corruzione: è quanto emerge da uno dei passi salienti della relazione del presidente della Corte dei Conti della Lombardia Claudio Galtieri, tenuta oggi a Milano in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario.
