Covid-19, nel Milanese 634 casi in più da ieri. Ogni 4 decessi, 3 sono maschi
I casi positivi in Lombardia oggi sono 19.884 (+2.171 da ieri), i deceduti 2.168 (+209), i dimessi e in isolamento domiciliare: 9.332, di cui 3.778 con almeno un passaggio in ospedale (anche solo pronto soccorso) e 5.554 persone per le quali non si rileva nessun passaggio in ospedale, in terapia intensiva 1.006 (+82), i ricoverati non in terapia intensiva: 7.387 (+102), i tamponi effettuati: 52.244 (48.983 ieri). I casi per provincia con l’aggiornamento rispetto agli ultimi giorni BG: 4.645 (+340), BS: 4.247 (+463), CO: 338 (+52), CR: 2.286 (+119), LC: 530 (+64), LO: 1.528 (+83), MB: 495 (+94), MI: 3.278 (+634) di cui 1378 a Milano citta’ (+287), MN: 636 (+122), PV: 1.011 (+33), SO: 155 (+80), VA: 310 (+45). Scarica qui tutti i dati analizzati in dettaglio: Vai al file. Materiale preparato da Samuele Astuti, Professore presso l’università Carlo Cattaneo e Consigliere Regionale Lombardia del PD, sulla base dei dati ufficiali pubblicati da Regione Lombardia, aggiornati al 19 marzo.
“I dati qui riportati – commenta Samuele Astuti – sono quelli distribuiti ufficialmente dalla Regione Lombardia. Purtroppo bisogna rilevare non possono rappresentare correttamente la realtà della situazione attuale. Questo vale soprattutto per il numero dei casi positivi (tante delle persone che mostrano i sintomi del contagio non vengono sottoposte al test) e il numero dei decessi (tante delle persone decedute in questi giorni non sono state sottoposte al test). L’incremento dei casi positivi di oggi è impressionante! Il più alto registrato finora. Si registra anche un incremento tra i più significativi del numero dei ricoverati in terapia intensiva. Ogni quattro decessi, tre sono maschi!”
“Il numero dei casi positivi nell’area metropolitana di Milano – sottolinea il consigliere – cresce più che in qualsiasi altra provincia. Si rileva una crescita significativa dei casi positivi anche nelle province che sembravano ai margini del contagio (Como, Sondrio e Varese). Le province dove il contagio si è sviluppato prima sembrano essersi stabilizzate (la media mobile sui cinque giorni è praticamente stabile). Questo vale in particolare per Lodi, Cremona e (parzialmente) anche per Bergamo.”
“Si ribadisce – aggiunge Astuti – la difficolta di analizzare dati di cui non è garantita l’uniformità e l’omogeneità. È necessario ribadire l’importanza delle azioni sviluppate sul fronte della medicina del territorio (con riferimento particolare ai medici di base e all’operato delle ATS). È per questo motivo che è stata avanzata la richiesta di commissariamento delle ATS per permettere un’azione efficace e tempestiva nella gestione di: medicina di territorio; monitoraggio (di concerto con le amministrazioni comunali) dei positivi in isolamento presso il proprio domicilio; distribuzione dei dispositivi di protezione individuali; monitoraggio del rispetto delle disposizioni medico/sanitarie nei luoghi di lavoro.”
“Per quanto riguarda gli ospedali, oltre il tema delle terapie intensive, è diventato critico il numero dei letti disponibili per i pazienti in fase post-acuta. La proposta di utilizzare posti letti nelle RSA non è la soluzione, anzi rischia di diffondere l’epidemia in luoghi molto fragili”, conclude il professor Samuele Astuti.
