Giuseppe Cruciani candidato sindaco di Milano? Per ora è una provocazione rilanciata originariamente da Matteo Salvini. Ma non più soltanto una battuta. Il diretto interessato, infatti, non chiude completamente la porta. Anzi, ammette che, qualora dovesse mai decidere di entrare in politica, sarebbe proprio l’amministrazione locale l’ambito nel quale potrebbe immaginarsi. “Io qui farei il sindaco, poi non lo farò”, ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera. Una frase costruita per smentire e contemporaneamente lasciare aperto uno spiraglio. Il punto politicamente più interessante, è che però il conduttore in questo sembra avere in mente come modello soprattutto Roberto Vannacci. “È una follia cercare un candidato che parli solo ai poteri della città, qui serve un sindaco porta a porta, quasi alla Vannacci”, ha spiegato. Cruciani riconosce apertamente la debolezza del centrodestra milanese. Conosce Giuseppe Sala, racconta di incontrarlo anche a casa di amici comuni, ma gli rimprovera di avere sottovalutato il problema della sicurezza. Da qui il giudizio severo sull’opposizione: è “incredibile” che non sia ancora riuscita a trovare un competitor all’altezza.
Parenzo e il triangolo politico Cruciani-Salvini-Vannacci: “La moglie al mare e l’amante in città”
Il rapporto oscillante tra Salvini e Vannacci era già stato trasformato in battuta da David Parenzo nella puntata della Zanzara del 30 giugno. Il collega di Cruciani aveva riassunto il suo pendere tra i due leader con un’immagine particolarmente efficace: “la moglie al mare e l’amante in città”. La battuta arrivava dopo la “domenica bestiale” trascorsa dal conduttore tra Matteo Salvini a Milano Marittima e Roberto Vannacci a Vicenza. Cruciani era partito dal confronto con il leader della Lega ed era approdato poche ore dopo sul palco dell’ex generale, arrivando a immaginare per il futuro del centrodestra un ticket Meloni-Vannacci, con Salvini al ministero dell’Interno. E lui a Milano? Per ora si resta nel campo delle suggestioni estive.

