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Milano

di Fabio Massa

“Il sindaco? Non mi pare abbia detto che ci sono due Pd, uno che sostiene il modello Milano l’altro che vuole distruggerlo. E’ vero però che ci sono posizioni diverse in quel partito”. Parola di Franco D’Alfonso, assessore al Commercio e “ideologo” degli arancioni, uno dei più battaglieri e ascoltati consiglieri di Pisapia. “Se mi candido alle primarie? Sarebbe un onore. Chi dice che non vuole fare il sindaco mente…” L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Assessore D’Alfonso, il sindaco alla convention di Sel ha detto che esistono due Pd. Lei è d’accordo?
Premessa. Io non c’ero quindi non ho sentito il discorso del sindaco. Però non ci giurerei che abbia detto questo.

E perché?
Perché con Giuliano ci ho parlato molto brevemente e mi ha detto che quanto era stato riportato era sbagliato. Detto questo, pure io non penso che ci siano due Pd. Penso che il Pd sia uno solo, che però sia molto variegato. Non ci sono solo due pareri, peraltro molto indistinti. Le posizioni stanno ancora là, nell’aria, non si sono ancora posate. Non c’è ancora chiarezza.

E’ chiaro che il Pd vorrebbe esprimere un suo candidato, questa volta.
Non c’è dubbio che dentro il Pd c’è qualcosa che ritorna, l’orgoglio del partito che dice: tocca a noi. Poi ci sono molti del Pd che possono essere qualificati arancioni con la minuscola, che sono stati parte del modo di governare questa città. Un modo nel quale non ci sono più capidelegazioni di partito, ma responsabilità precise. 

Bussolati e Alfieri hanno sempre sostenuto la buona politica del modello Milano.
I segretari fanno le dichiarazioni che devono fare per ruolo.

Interessante sarà il ruolo dei civici, alle prossime elezioni. 
Devo dire che ci sono schemi virtuali, in giro, che non portano da nessuna parte. Facciamo un passo indietro: qui ci troviamo di fronte a un partito, a Milano, che si chiama centrosinistra. Che è quello che è andato a votare alle primarie del 2011, quello che ha votato alle elezioni regionali per il 29 per cento il Pd e per il 15 per cento la lista civica (che non era la lista Ambrosoli), e che alle elezioni europee ha votato per il 44 per cento il Pd. Io, per dirne una, alle Europee ho votato il Pd.

E quindi?
Quindi adesso si è creata una situazione nuova. Il sindaco non si ricandida, e questo grande partito chiamato centrosinistra, deve fare un congresso. E qual è il modo per fare il congresso al centrosinistra? Le primarie. Adesso come in tutte le fasi pre-primarie, ci sono i diversi esponenti che cercano di posizionarsi. Ma è prematuro. Chi pensa di muoversi in quella maniera andrà a sbattere. 

Lei parla prima di piattaforma politica e poi di candidati.
Esatto. La nostra piattaforma politica è la continuità rispetto all’oggi. Continuità con un’evoluzione, però, non dobbiamo più liberare Milano, ma dobbiamo andare in giro con il bilancio di quello che abbiamo fatto in questi anni di amministrazione. 

Quindi, quale risposta dà al Pd che dice: “Tocca a noi”.
La risposta è: “Vediamo”. Lo dirà il popolo delle primarie. Che deve essere chiamato a votare non solo un candidato ma una piattaforma politica. Devo anche dire, a proposito di piattaforma politica, che quella più centrista semplicemente, secondo me, non esiste. Non fa parte dell’ipotesi di centrosinistra.

Parliamo di politica, allora.
Facciamo un esempio. Se uno legge il Def, semplicemente c’è scritto che i Comuni devono chiudere. Le autonomie locali saranno azzerate. O le città metropolitane si possono rilanciare su una base municipalista, in un rapporto diretto con lo Stato, perché la Regione è un ente inutile, o saranno guai. Questo governo sta mandando avanti politiche da anni ’50, roba da Fanfani e La Pira.

A proposito di città metropolitana, si dice che c’è l’ipotesi di far votare alle primarie anche la provincia.
Questa cosa non sta in piedi. Già il fatto di far votare le persone che non hanno diritto al voto è una cosa strana. Per dirla tutta: trovo sia assurdo che il segretario del Pd venga eletto anche dai non iscritti. E’ una totale follia. Come sarebbe una follia far votare il sindaco di Milano dai cittadini, che ne so, di Sesto San Giovanni. 

Secondo lei ci saranno candidature assessorili?
Io parlo di continuità. Quindi non solo le candidature degli assessori sono legittime, ma addirittura auspicabili. 

Lei fa l’assessore, potrebbe esserci?
Io non escludo niente. Io sono interessato alla piattaforma politica. Sosterrò il candidato che garantirà la continuità. Non me ne frega niente di un candidato di bandiera. Se poi lei mi chiede personalmente se mi piacerebbe fare il sindaco di Milano, io rispondo che chi dice che non vuole fare i sindaco di Milano sta mentendo. Ma sono abbastanza realista per sapere che per il ruolo che ho avuto, per le mie posizioni, per le mia età etc etc, è difficile che possa andare in porto. In linea teorica la mia risposta è sì, ma non faccio battaglie politiche personali. Nè di bandiera. 

@FabioAMassa

Tags:
d'alfonsomilanoelezioniprimarie







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