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Milano

di Fabio Massa

Era il 29 ottobre 2012. Formigoni era governatore, ma alla fine della sua esperienza politica in Lombardia, sotto indagine da luglio. La Regione era scossa dalle inchieste, in attesa del colpo finale che avrebbe portato alle elezioni e poi alla scelta di Roberto Maroni come successore del Celeste. All'Hotel Michelangelo, dalle 16 alle 20, si tiene un interessante convegno su "La Lunga Crisi e le sfide della Sanità Lombarda". Ai tempi, come aveva raccontato Affaritaliani.it in eslcusiva, proprio a causa di questo convegno il Carroccio aveva sofferto di fortissimi mal di pancia. Oggi, quella stessa locandina, che Affari può pubblicare, è lo specchio di quanto Gianstefano Frigerio avesse rapporti forti con il Pirellone. A organizzare il convegno è infatti il Centro Culturale Tommaso Moro. Presiede l'onorevole Abelli, il "faraone" di Pavia. Introduce la prima parte Gianstefano Frigerio. Oggetto della prima sessione? “La spending review, Decreto Balduzzi ed il Patto di stabilità”. Alla tavola rotonda partecipa il senatore Tomassini e vari direttori generali (ancora oggi in carica) delle aziende ospedaliere lombarde: Daniela Troiano, Mario Colombo, Danilo Gariboldi, Mauro Lovisari, Antonio Mobilia, Maria Grazia Colombo e Carlo Nicora. Poi, al dibattito, ci sono gli altri: Patrizia Pedrotti, Alessandro Visconti, Andrea Belloli, Simona Mariani, Armando Gozzini e Marco Votta.

centroculturaletommasomoro
 
 

Alle 17.45 inizia la seconda parte, per la presidenza di Stefano Carugo (ancor oggi consigliere Ncd), e l'introduzione ancora una volta di Gianstefano Frigerio. La tavola rotonda ha come titolo “Programmazione e riorganizzazione della rete ospedaliera, delle alte specialità, degli accreditamenti e dei DRG” ed è coordinata da Carlo Lucchina, poi finito nelle inchieste sulla sanità lombarda. Partecipano Pierluigi Zeli, Maria Cristina Cantù, Gerolamo Corno, Walter Bergamaschi, Gabriele Pelissero, Cesare Fiorentini, Gianni Pezzoli e Andrea Stella. Chiude l'intervento il presidente Roberto Formigoni. Insomma, tutti alla corte di Frigerio. Più nel mondo della sanità che in quello di Expo.

@FabioAMassa

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