Milano, omicidio Albert Dreni: indagine chiusa, altri 4 latinos fermati
Tre 18enni salvadoregni in manette e un quarto, coetaneo connazionale, affidato a una comunità. Si conclude oggi, con questi arresti, l’indagine per l’omicidio di Albert Dreni, il 18enne albanese aggredito violentemente lo scorso 3 luglio a Milano, alla fermata del tram 15 di Porta Lodovica. La vittima aveva difeso un amico, scambiato dai latinos per un componente di una ‘pandilla’ rivale. Accoltellato al cuore e alla schiena, è deceduto in ospedale dopo undici giorni di agonia. I quattro salvadoregni, tutti minorenni all’epoca dei fatti, sarebbero legati alla gang sudamericana Ms-13. “Con questi ultimi arresti possiamo considerare esaurito il gruppo criminale”, commenta il capo della squadra mobile, Lorenzo Bucossi. Tre sono stati bloccati in un parco ieri pomeriggio, mentre un quarto nella sua abitazione a Rogoredo. Solo uno ha un precedente per rissa e scontro tra bande, avvenuta pochi mesi prima dell’omicidio, e tre sono regolari o in attesa di proroga del permesso di soggiorno. Sono in tutto quindici i sudamericani arrestati nel corso dell’indagine di polizia per l’omicidio di Dreni.
I tre finiti in carcere, accusati di omicidio in concorso, avrebbero partecipato all’azione di gruppo trascinando la vittima giù dal tram per poi accoltellarlo. Il quarto ragazzo, finito in comunità, è accusato di tentato omicidio per un episodio di violenza avvenuto una ventina di minuti prima assieme alla stessa gang sempre a Milano. Nella circostanza, davanti alla discoteca Lime Light, frequentata la domenica soprattutto da sudamericani, la pandilla aveva aggredito un salvadoregno di 21 anni, incensurato, pensando che facesse parte dell’avversaria Ms-18. Ferito al collo, all’addome, alla schiena e alle braccia, era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico ed erano serviti 120 punti di sutura per salvargli la vita.
