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Milano
Nozze gay, Pd con Pisapia: "Alfano ritiri la legge"
Rosaria Iardino e Elena Buscemi, consigliere comunali del Pd

Dopo il "giallo" in Procura, da dove Edmondo Bruti Liberati ha negato che il sindaco Giuliano Pisapia fosse indagato per omissione di atti d'ufficio non avendo ottemperato alla richiesta di cancellare le trascrizioni dei matrimoni gay contratti all'estero, la battaglia si fa politica, con il centrodestra all'attacco del primo cittadino milanese. Anche perchè, come si è appreso, la Procura ha aperto un procedimento contro ignoti e Pisapia è tornato ad auto-accusarsi, assumendosi la responsabilità di questa scelta anche per non farla gravare sui funzionari comunali. Il ministro Maurizio Lupi ha difeso la circolare di Angelino Alfano, ministro dell'Interno, che invita i prefetti ad intervenire sulle trascrizioni dei matrimoni omosessuali contratti all'estero: "Le leggi vanno rispettate. Finche' sono in vigore e sono quelle attuali non si puo' procedere al riconoscimento di unioni civili e registrarle all'anagrafe. Le circolari dei ministri non vengono condivise all'interno del governo perche' sono attuazione delle leggi vigenti. Semmai e' il contrario: qualora qualcuno non condividesse circolari o volesse rimetterle in discussione porterebbe la discussione in consiglio ministri o interverrebbe. Mi sembra - ha concluso - che ne' il presidente del consiglio, ne' il consiglio dei ministri siano intervenuti sul tema".

Più duro l'intervento del coordinatore cittadino di Forza Italia Giulio Gallera: “Assolutamente clamoroso il comportamento di Pisapia in merito alla vicenda della trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero. Un gioco di cose dette, omesse e ritirate nel giro di pochi giorni che fanno solo male all’immagine di un Comune e di un sindaco la cui credibilità oramai è ai minimi storici. Pisapia dopo che per mesi ha assunto un comportamento contrario alla legge, e almeno questo oggi è del tutto chiaro, rischia anche di mettere nei guai nei i suoi dirigenti. Oggi indossa i panni del martire, ma è l’ennesimo atteggiamento irresponsabile di chi per inseguire azioni puramente ideologiche se ne infischia delle conseguenze”.

A difesa di Pisapia si sono invece schierate con una mini-manifestazione i consiglieri comunali del Pd Elena Buscemi, Rosaria Iardino e Alessandro Giungi, che hanno mostrato in aula cartelli con sopra l’hashtag twitter “#alfanoritirala” e frasi come: “Indaga anche me io sto con Pisapia”. “Sì alle registrazioni delle Unioni civili omosessuali, Io sto con Pisapia”. “Ho pensato a un’iniziativa del genere per esprimere al nostro sindaco l’appoggio di noi consiglieri comunali” ha detto Elena Buscemi, che ha poi aggiunto: “Credo che Giuliano Pisapia, accettando di trascrivere quei matrimoni, abbia semplicemente dato seguito a un’iniziativa di alta civiltà ed estremamente democratica. Non deve, per questo, pagare conseguenze, tanto meno sul piano penale; chiedo quindi al Ministro Alfano di ritornare sui propri passi, altrimenti metta sotto indagine anche noi”.“Io sto col mio sindaco, e se indagano lui anch’io voglio essere indagata”, ha ribadito Rosaria Iardino, per poi spiegare: “Sempre meglio essere indagati per fatti del genere che per motivi ben più gravi e ‘criminali’. Con tutte le ruberie e la corruzione che purtroppo una certa politica ci ha abituati a conoscere, possibile che si debba disturbare il lavoro di un sindaco progressista e al passo coi tempi come Giuliano Pisapia? Chiedo a chi di dovere di tornare sui propri passi”.

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pisapianozze gay







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